Diritto alla salute- Intelligenza artificiale, nasce un mini cervello

DIRITTO ALLA SALUTE CI SVELA UN INTERESSANTE RICERCA PUBBLICATA SU NATURE

di dott. Giorgio Rossi (oncologo)

xxxSe fino ad oggi parlare di intelligenza artificiale si è sempre pensato all’abilità di un super computer di svolgere funzioni e ragionamenti tipici della mente umana , da ora si potrà invece pensare ad un vero e proprio cervello .

Infatti sulla rivista scientifica Nature è apparso il risultato di una ricerca internazionale guidata dall’Istituto di Biotecnologie Molecolari dell’Accademia Austriaca delle Scienze , in collaborazione con la Università di Edimburgo e Londra e con l’Istituto britannico Sanger , della Wellcome Trust ( Azienda Farmaceutica ) che ha portato alla creazione del primo cervello umano artificiale . Gli scienziati hanno utilizzato le cellule staminali in parte embrionali ed in parte adulte riprogrammate , le cosiddette Staminali Pluripotenti Indotte (Ips acronimo di Induced Pluripotent Stem Cell ) tenute in provetta per due mesi in adeguato terreno di coltura fino alla realizzazione di un frammento di tessuto cerebrale di soli 4 millimetri di diametro ove sono riconoscibili la corteccia cerebrale e le meningi , ma sopratutto i neuroni , le cellule che costituiscono la base delle complessi e affascinanti funzioni del cervello . Mancano invece aree come l’ippocampo , centro della memoria , o i vasi sanguigni che sono senz’altro i responsabili della mancata ulteriore crescita del tessuto artificiale . Ma come affermato dagli stessi ricercatori , il cervello umano svolge le sue complesse funzioni grazie agli stimoli che riceve dall’esterno raccolte da organi di senso mediante la vista ,l’olfatto , l’udito o da chemorecettori che ci permettono di coordinare i movimenti .Pertanto per farlo “partire “ sarebbe necessario collegarlo ad un occhio o ad un orecchio artificiale, ma siamo ancora molto lontani da questi livelli di complessità ed inoltre si creerebbero serie questioni etiche .Nè tale tecnica potrà fornire pezzi di ricambio per le malattie del sistema nervoso , in quanto il cervello è un organo fortemente integrato , ogni parte è collegata con altre , ogni neurone è in stretti legami con altri ; sarebbe impensabile inserire dall’esterno una parte nuova slegata dal resto dell’organo .L’obiettivo dei ricercatori non è certo così ambizioso ; questo mini cervello sarà, infatti , prevalentemente utilizzata per studiare certe malattie del cervello che data appunto la complessità funzionale di quest’organo nella specie umana , ogni esperimento su animali da laboratorio può risultare non significativo .

Lo stesso gruppo di scienziati ha già utilizzato il mini cervello artificiale per studiare la microcefalia, una malformazione genetica che dimezza le dimensioni del cervello .Partendo da cellule staminale indotte prelevate dalla cute di una persona affetta da tale malattia e pertanto contenenti il gene alterato , hanno , con lo stesso sistema , sviluppato il mini cervello in laboratorio e sono riusciti osservando la sua formazione passo dopo passo a capire il meccanismo che porta alla microcefalia : normalmente le cellule staminali presenti nella vita embrionale e da cui originano i vari organi ,nel caso specifico del cervello prima aumentano di numero fino a raggiungere la massa critica e poi maturano differenziandosi nei singoli tipi di cellule che compongono il cervello normale . Nella microcefalia la maturazione è molto più precoce del normale così che la crescita si arresta molto prima di aver raggiunto la massa critica.

Sono già pronti ulteriori programmi di ricerca per studiare malattie molto più complesse come autismo e schizofrenia .Inoltre sarà possibile testare nuovi farmaci senza usare cavie .

Fino ad ora sono stati realizzati 35 mini cervelli nei laboratori di Vienna e ovviamente sono necessarie ancora lunghe e complesse ulteriori ricerche , ma è certo che con gli organi artificiali si aprono scenari di enorme importanza scientifica che potranno avere altrettanto importanti ricadute sulla salute umana .

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply