DIRITTO ALLA CULTURA- Salgado, la purezza e la scoperta del pianeta

Otto anni di caccia fotografica in giro per il mondo. Otto anni dietro l’obiettivo per ”ricongiungerci con il mondo com’era prima che l’uomo lo modificasse fino quasi a sfigurarlo”. Otto anni, oltre diecimila scatti realizzati. 200 quelli scelti.

E’ il progetto “Genesi” del grande fotografo Sebastiao Salgado, presentato in prima mondiale a Roma, dove sarà esposto dal 15 maggio prossimo presso il Museo dell’Ara Pacis.
I suoi scatti, magici, pieni di passione e poesia, narrazione e istinto, dall’Africa all’Amazzonia. Un viaggio attraverso cinque continenti e la ricerca della purezza della natura che è anche purezza dell’uomo. Ecco, questo il senso simbolico della “Genesi”.

Cinque le sezioni in cui sono suddivisi gli scatti del progetto, tutti in quel bianco e nero marchio di fabbrica del grande Salgado: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, L’Africa, Il grande Nord, L’Amazzonia e il Pantanal.

”Vedo questo progetto – racconta Sebastiao Salgado – come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perche’ desidero tornare alle origini del pianeta. Se l’uomo vuole sopravvivere deve imparare a preservare quello che ha. E anche a ricostruire quello che ha distrutto”.

T.R.

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