Decreto-carceri: via libera del Consiglio dei ministri al progetto di riforma

IMPORTANTI NOVITA’ PER RIDURRE IL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI.

- di Dott.ssa Alessia Rondelli

imagesRoma, 30 GIUGNO ’13- Il Consiglio dei Ministri ha approvato il “decreto carceri” presentato dal Ministro della Giustizia Cancellieri contenente misure-tampone d’urgenza per dare risposta all’annoso problema del sovraffollamento delle carceri italiane. L’ottica di fondo è quella di favorire l’adozione di efficaci meccanismi di decarcerizzazione in relazione ai soggetti considerati di non elevata pericolosità, mantenendo la reclusione solo verso i condannati a pena definitiva per reati di particolare allarme sociale. In sostanza la volontà è quella di mantenere l’immediata carcerazione come estrema ratio, necessaria solo per chi è stato accertato definitivamente come responsabile di uno dei reati previsti dall’art 4 bis dell’ordinamento penitenziario, ai quali è stato aggiunto il delitto di maltrattamenti in famiglia commessi in presenza di minori di 14 anni. Le maggiori novità:

-per la liberazione anticipata nuova procedura per il pm che, prima di emettere l’ordine di carcerazione, deve verificare se vi siano le condizioni per la sua concessione e, in caso positivo, investire il giudice competente della relativa decisione. Così si attenderà il provvedimento in condizioni di libertà.

-nel caso di pena non superiore ai 2 anni, o ai 4 anni per le donne incinte o madri con figli sotto ai 10 anni e per chi è affetto da gravi patologie, il pm può sospendere l’esecuzione della pena dando la possibilità di chiedere, dalla libertà, una misura alternativa al carcere. Possibilità esclusa per chi ha compiuto gravi reati, per soggetti pericolosi o per chi è sottoposto a custodia cautelare in carcere.

-maggior attenzione ai tossicodipendenti, è stata ampliata per loro la possibilità di accesso alle misure alternative, come la messa alla prova.

-ampliamento della possibilità per il giudice di ricorrere, al momento della condanna, ad una soluzione alternativa al carcere, costituita dal lavoro di pubblica utilità, per i soggetti dipendenti dall’alcool o dagli stupefacenti, salvo per le più gravi violazioni della legge penale.

-detenzione domiciliare e permessi premio anche per categorie in passato escluse come i recidivi per piccoli reati.

Lo scopo è quello di diminuire la popolazione carceraria di circa 4.000 persone, in modo tale anche da frenare le accuse che vengono mosse al nostro paese dall’Europa, che più volte ha condannato l’Italia per essere fuori dagli standard previsti, con conseguente violazione dei diritti fondamentali dei detenuti. Dal canto suo il Ministro sottolinea che non si tratta di un mero “svuota-carceri”, ma di un vero cambiamento nella concezione dell’espiazione della pena. Ha però precisato di essere ancora convinta della necessità dell’amnistia, che permetterebbe un’uscita così notevole di detenuti da consentire poi interventi strutturali a lungo termine, in elaborazione del più ampio progetto, il vero e proprio “piano carceri”, che richiede però molto più tempo e lavoro.

 

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