Così li protegge e aiuta il Comune dorico

I MAGGIORENNI IN APPARTAMENTI, I MINORI IN COMUNITA’

- Ancona – di Giampaolo Milzi e Martina Marinangeli -

5 F&D foto rifugiatiComuneHa un’eco ad Ancona all’insegna della solidarietà e dell’accoglienza, la cronica guerra civile che insanguina la Nigeria, influenzata da conflitti religiosi tra musulmani e cristiani. Sono 25 i nigeriani di sesso maschile che quest’anno sono stati presi in carico dai Servizi sociali municipali, guidati dall’assessore Emma Capogrossi. Un aiuto che significa l’immediata disponibilità di un alloggio e si concretizza in un iter di accompagnamento per l’integrazione. I 25 nigeriani, tutti adulti, sono stati sistemati in 5 appartamenti, ricevono un contributo mensile di 260 euro a testa, sono sottoposti a controlli sanitari, ricevono assistenza legale, possono aprire un conto corrente presso il Monte dei Paschi di Siena ed essere iscritti ai Centri per l’impiego dell’ente Provincia. Inoltre partecipano a corsi di italiano e tirocini formativi. Il progetto del Comune – finanziato nell’ambito di quelli confluiti negli stanziamenti di fondi Sprar /Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – è stato attivato periodicamente dal 2004: in 10 anni ne hanno beneficiato 554 uomini stranieri.

Dal 2009, il Comune attiva lo Sprar anche per la categoria dei minori stranieri “vulnerabili” (non accompagnati), per lo più di età tra i 10 e i 17 anni. Sono 15 i posti disponibili presso “L’Ancora”, la comunità municipale educativo-assistenziale di pronta accoglienza che si occupa in genere di bambini e ragazzini in situazione di difficoltà sociale. Ricevono vitto e alloggio in una villetta (in regime casa-famiglia) a Posatora, una volta accertatane l’età, e dopo essere stati sottoposti a controlli sullo stato di salute psico-fisica. In comunità svolgono attività di gioco, studio, formazione e integrazione, seguiti da educatori e mediatori culturali. Nel frattempo un tutore valuta la richiesta d’asilo e si occupa delle relative pratiche. I minori stranieri restano a “L’Ancora” per un massimo di 60 giorni. Quindi vengono trasferiti in una delle comunità di seconda accoglienza della Regione Marche (“Vivere Verde” a Gallignano, “L’Orizzonte” ad Ostra, “Casa di Corinaldo”, “Casa di mattoni” a Fermo, “Lella” a Grottammare), dove rimangono fino al compimento della maggiore età, a meno che nel frattempo non siano stati affidati a famiglie. In questo secondo periodo – in cui restano sempre in carico al Comune di Ancona – seguono corsi di italiano e poi vengono iscritti alla terza media; poi possono continuare gli studi o scegliere tirocini formativi. Dal 1 gennaio al 4 novembre 2013 il Comune di Ancona ha accolto un totale di 27 minorenni, per lo più afghani, irakeni, pakistani e senegalesi. Alcuni sono fortunosamente sbarcati nel porto dorico, altri sono stati affidati ai Servizi sociali della nostra città (sempre attraverso la rete progetti Sprar) una volta reduci dai pericolosissimi viaggi della speranza che li avevano visti approdare a Lampedusa e in altri porti del sud Italia. In casi di insufficienza dei propri posti di accoglienza, il Comune dirotta i migranti che necessitano protezione internazionale alle associazioni convenzionate Caritas, Un tetto per tutti, Tenda d’Abramo, Vincenziani. Per il triennio 2014-2016 c’è il progetto “Ancona città d’asilo” (fondi Sprar): possibilità per il Comune di prendere in carico e alloggiare in 7 appartamenti 40 persone adulte, numero che potrebbero essere elevato a 56.

(tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile)

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