Calcioscommesse: cosa rischia ogni società e cosa c’è davvero dietro.

BARI, 6 APRILE 2012L’altro ieri l’interrogatorio di Andrea Masiello, ex capitano del Bari, e le sue sostanziali ammissioni. ieri la notizia che la Procura di Bari sta continuando ad indagare, e sembra che siano spuntato altre cinque partite di serie A sospette.
Masiello, durante l’interrogatorio di garanzia che è stato secretato, sembra abbia indicato altre partite “aggiustate” e oggetto di scommesse: si tratterebbe di Palermo-Bari, Udinese Bari e Genoa-Bari, mentre altri sospetti coinvolgerebbero poi Novara e Siena. Negli scorsi giorni già erano emersi i tentativi di Andrea Masiello di metter le mani sui risultati delle partite Palermo- Bari e Bari-Sampdoria, e poi anche Milan-Bari, Bari-Chievo e Bari-Roma.
Mentre la giustizia ordinaria, dunque, cerca di consegnare agli atti quante più prove possibile per inchiodare e smantellare questo sistema vergognoso, la Procura della Figc -dopo i deferimenti già effettuati riguardo la prima tranche dell’inchiesta della Procura di Cremona (le penalizzazioni del campionato in corso)- si è già attivata sulla seconda tranche dell’inchiesta di Cremona, partita a dicembre.

Si punta a chiudere i conti della giustizia sommaria sportiva- che come sappiamo si basa sulle prove raccolte in sede penale, ma ha carattere di sommarietà, prescindendo da un accertamento definitivo sul merito dei fatti- entro l’inizio dell’estate, di modo da irrogare le possibiloi penalizzazioni (punti e retrocessioni) alle Società coinvolte come responsabilità oggettiva, prima della stesura dei campionati professionistici.
La Procura Federale ha nel mirino almeno 18 incontri, di cui cinque di serie B e uno di serie A. I club di serie A sotto osservazione sono Atalanta,
Bologna, Chievo, Genoa, Lazio e Lecce. Finora, per tutte, si parlerebbe soltanto di responsabilità oggettiva (cioè, per culpa in vigilando rispetto alle condotte dei propri tesserati) e non di responsabilità diretta.

Cerchiamo in dettaglio di analizzare la posizione di ogni Società.

Atalanta. La squadra orobica ha già subito 6 punti di penalizzazione (confermati gli scorsi giorni dal TNAS) per la prima tranche dell’inchiesta di Cremona, per la partita Atalanta-Piacenza. L’Atalanta è, curiosamente, la squadra in cui militano sia Cristiano Doni sia, da quest’anno, Andrea Masiello (i cui illeciti, allo stato, sarebbero stati commessi soltanto quando era in forza al Bari).
Ora sotto osservazione della procura federale ci sarebbero le partite Ascoli-Atalanta e Padova-Atalanta, del campionato di serie B 2010-2011.

Bologna. Nell’inchiesta di Bari è indagato il calciatore Daniele Portanova, in forza alla compagine felsinea. Le attenzioni della Procura si condenserebbero sulla partita Bologna-Bari del 22 maggio 2011, conclusasi con un roboante 4 a 0 dei galletti pugliesi.

Cesena. Il club bianconero del presidente Igor Campedelli è attenzionato per una partita con il Bari del 17 aprile 2011, vinta 1-0 . A Bari è indagato anche il calciatore Marco Rossi, ex del Bari e attualmente in forza al Cesena. La società Cesena rischia assai poco in termini di penalizzazioni.

Chievo. Più complicata la posizione del club clivense da sempre immagine del bel calcio acqua e sapone. L’attaccante Sergio Pellissier, una delle bandiere della squadra, è fra gli indagati nell’inchiesta «Last Bet» di Cremona con l’accusa di aver alterato i risultati di alcune partite del Chievo della stagione precedente. In particolare, Brescia-Chievo del 30 gennaio 2011 e Inter-Chievo del 9 aprile 2011.

Genoa. Il club del focoso presidente Preziosi è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Cremona, “Last Bet”, in particolare per la partita Lazio-Genoa del 14 maggio 2011.

Lazio. Sono nell’occhio della Procura federale i calciatori biancocelesti Brocchi e Mauri, i cui nomi sono emersi (allo stato però non sono indagati) nell’inchiesta di Cremona e che nei prossimi giorni saranno sentiti dalla Procura federale. Sotto l’occhio degli inquirenti ci sono le partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, del 22 maggio 2011. Il Club rischia una penalizzazione in questo campionato.

Lecce. Bari-Lecce, con l’autogol confessato da Masiello, è l’emblema del filone barese del nuovo scandalo Calcioscommesse. Si parla inoltre del coinvolgimento di un dirigente della Società leccese che, attraverso il suo Presidente Semeraro, smentisce categoricamente tutto. Masiello avrebbe raccontato di un emissario del club che, prima della partita col Bari del 15 maggio 2011, gli avrebbe promesso 300000 euro per garantire la permanenza in A dei salentini e, sembra, durante l’interrogatorio di garanzia lo avrebbe riconosciuto in fotografia. Se quest’ipotesi trovasse conferma il Lecce avrebbe una responsabilità diretta e rischierebbe la retrocessione.
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Questo il quadro delle indagini, complesse perché vedono intersecarsi il lavoro di tre procure della Repubblica: Cremona, Bari e Napoli, dove indaga la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) per il rpesunto coinvolgimento di clan camorristici negli affari legati al riciclaggio e al pallone. Già, perchè questo, forse, è il punto meno enfatizzato ma più grave dell’affare Calcioscommesse. Si parla tanto di frode sportiva, associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, ma in realtà il vero punto focale è un altro. I risultati calcistici sono del tutto indifferenti allo spirito delinquenziale che sta dietro a tutta questa impalcatura su cui le indagini hanno messo gli occhio. Dietro le scommesse c’è un enorme giro di denaro proveniente da associazioni a delinquere che, nel calcio, trovano un facile e sicuro canale di reinvestimento del flusso finanziario proveniente da altri reati (droga in primis). Parliamo di riciclaggio, dunque, non tanto di valigette piene di soldi per aggiustare le partite e salvarsi da una retrocessione.
Quello, forse, era il Calcio “taroccato” più maccheronico che forse ancora un minimo di comprensione poteva suscitare.

L’immagine che emerge ora, invece, è quella di un calcio che diventa scenario e canale per le attività di importanti gruppi delinquenziali di cui i calciatori, longa manus sul campo in grado di “tener d’occhio” l’andamento dell’attività, diventanto una sorta di “braccio armato”.

Per loro, privilegiati in un mondo dorato che semrba galleggiare in una bolla di sapone e benessere, si sono aperte le porte del carcere ma, soprattutto, si deve aprire il sipario della vergogna.

TOMMASO ROSSI

 

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