Busta contenente due proiettili al procuratore aggiunto di Milano Ilda Bocassini

MILANO, 24 MAGGIO ’13- Il suo nome risulta tra i più “chiacchierati” nell’ultimo periodo soprattutto dopo la sua lunga requisitoria, durata oltre 5 ore, nel processo “Ruby”, che vede imputato l’ex premier Silvio Berlusconi. Le accuse in questo processo sono di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile per i quali il procuratore ha chiesto una condanna a 6 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Da ciò che è trapelato sembra che nella lettera recapitatale, l’ultima di una lunga serie di missive minacciose, si facesse proprio riferimento al caso “Ruby”. La missiva, scritta a mano, contenente una serie di minacce di morte esplicite, accompagnate da due proiettili, è firmata con una sigla sconosciuta e una stella a sei punte tracciata in modo piuttosto sommario. Il comunicato ufficiale è stato diffuso dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati che ha raccontato la grave situazione che si sta verificando nelle ultime settimane, si parla di circa una decina di lettere contenenti insulti e minacce pervenute nell’ufficio del pm. Ovviamente i magistrati di Milano hanno ribadito che non si faranno intimidire per nulla da questi attacchi e continueranno ad adempiere ai loro doveri “nel pieno rispetto delle regole e delle garanzie processuali, fedeli al principio costituzionale dell’eguaglianza di tutti di fronte alla legge”. Tutte le missive sono state trasmesse al procuratore capo di Brescia per le relative indagini, competente nello specifico perché la persona coinvolta è un magistrato di Milano. Solidarietà e parole di appoggio sono arrivate sia dai colleghi dell’Anm, che condannano questo vile e grave episodio, ma anche dal legale di Berlusconi, Niccolò Ghedini, che nonostante non apprezzi le modalità e i toni usati dal pm in aula, ha riconosciuto che si tratta di gesti intollerabili e totalmente privi di giustificazione.

ALESSIA RONDELLI     

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