Ascoli Piceno: tra Medioevo e… il Rinascimento del ‘travertino parlante’ (puntata 2)

Ascoli, oltre ad essere una stupenda città medievale, è anche una stupenda città rinascimentale. Tra ’400 e ’500 la città visse un’epoca di grande fioritura artistica e intellettuale, che si può tutt’oggi percepire passeggiando per le vie del centro storico. Sono di questa epoca, infatti, meravigliosi palazzi signorili, in caratteristica pietra di travertino, come ad esempio il Palazzo Malaspina, con il suo suggestivo e particolarissimo loggiato “spinato”, o il Palazzo Bonaparte, che si distingue per l’eleganza dei decori e dei bassorilievi scolpiti sulla possente facciata, o ancora la suggestiva Loggia dei Mercanti, che si integra meravigliosamente con la cornice di Piazza del Popolo, e la nuova facciata del Duomo, abbellito all’interno dai dipinti particolareggiatissimi di Carlo Crivelli.

Una passeggiata tra questi palazzi, tra via Soderini e Corso Mazzini, è un’esperienza che vi consiglio vivamente di fare, non solo per il momento di ammirazione artistica che rappresenta, per le bellezze architettoniche che si aprono allo sguardo, ma anche per l’opportunità insolita di immergersi con lo spirito nella cultura e nel pensiero di un’epoca. Se infatti vi muoverete con lo sguardo acuto ed attento, sugli architravi di diverse dimore vi capiterà di scorgere curiose scritte antiche incise sul travertino. Si tratta di motti e proverbi in latino e in volgare, a volte ironici e irriverenti, a volte vere pillole di saggezza, con cui gli antichi ascolani amavano presentarsi e identificarsi apertamente, incidendo sull’ingresso della propria dimora il proprio modo di vedere le cose. Curioso, vero? Ci sono così scritte che incitano all’azione; altre che insistono su una visione della vita come lotta e dunque spingono alla forza di carattere; altre ancora dettate dall’ironia e dal sarcasmo; altre, infine che hanno richiami biblici.

La prassi era molto in voga tra Umanesimo e Rinascimento, in particolare nella seconda metà del Quattrocento, quando Ascoli si trova a vivere la scia del successo di Cecco d’Ascoli (grande letterato, astrologo, matematico e filosofo, morto come eretico tra le fiamme del rogo mentre proferiva con fierezza le parole: “L’ho detto, l’ho insegnato, lo credo”) e il suo seguito di letterati e pensatori che come lui sostenevano le nuove teorie antropocentriche, come Enoch d’Ascoli, Cola Pizzuti, Pacifico Massimi e Antonio Confini, la cui influenza e forza espressiva era tale da generare tanto fermento anche tra la popolazione comune.

Vi lascio dunque stuzzicandovi l’appetito con alcune di queste singolari frasi e con l’invito di andare a vivere di persona questa grande esperienza culturale che può offrire la città di Ascoli.

  • DIFFICILE PLACERE MVLTIS

E’ difficile piacere a molti (Palazzo dei Capitani, finestra a destra della facciata)

  • PER PARVA AQVIRVNTVR MAGNA

È con le piccole cose che si acquistano le cose grandi (portale della chiesa di S. Serafino, Via dei Cappuccini)

  • PER VIAM SULVTAVERITIS MDXXV

Salutate (la gente) per strada 1525 (Via delle Canterine, civ. 1, interno)

  • CHI PO NON VO, CHI VO NON PO, CHI SA NON FA, CHI FA NON SA, ET COSI EL MVUNDO MAL VA – MDXXVIIII

(portale di Rua Longa, civ. 19)

  • MENTEM HABEAS VAFRI POLPI

Abbi la mente dello scaltro polpo (Via delle Torri, civ. 14, interno)

  • DISCE PATI SI MAGNA QVERIS

Impara a soffrire se vuoi ottenere grandi cose (finestra di Corso Mazzini, civ. 17)

  • CHI MORTE TEME DE VITA NON E DEGNO

(portale di Corso Mazzini, civ. 19)

  • IHS QVOD TIBI NON VIS ALTERI FECISSE CAVETO MDLV

Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te, 1555 (portale di Corso Mazzini, civ.. 300)

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