Alabama 80 anni dopo: la grazia per riscattare le ingiustizie subite dai 9 innocenti noti come “Scottsboro Boys”

USA, 07.04. 2013- Anni e anni di processi, rinvii e riaperture dovuti al razzismo degli anni ’30 che non ammetteva, per gli afro-americani, presunzione di innocenza fino a prova contraria. La legge votata all’unanimità Giovedì dal Parlamento dell’Alabama sulla grazia postuma riporta alla luce le storie di 9 ragazzi neri, le cui vite furono distrutte da un’accusa di stupro nei confronti di due ragazze bianche, e la volontà dello Stato dell’Alabama di correggere i propri errori giudiziari a 80 anni di distanza.Correva l’anno 1931, l’America era ancora in piena depressione.  Il 25 marzo di quell’anno nove ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 anni, afro-americani in un Alabama cuore del razzismo, viaggiavano su un treno merci diretto da Chattanooga a Memphis, in cerca di fortuna.  Lo scontro, verbale e fisico, con un gruppo di giovani bianchi che si trovavano sullo stesso treno:  tra i bianchi due donne,  Ruby Bates e Victoria Price, originarie di Huntsville, che una volta giunte alla stazione di Scottsboro accusarono i ragazzi di colore di averle violentate. Un’accusa simile, e ancor più il colore della loro pelle, esposero i ragazzi dapprima al rischio di linciaggio, poi ad un ingiusto processo .

Olen Montgomery, Clarence Norris, Haywood Patterson, Ozie Powell, Willie Roberson, Charles Weems, Eugene Williams, Roy Wright, Andy Wright: una giuria composta da soli bianchi li dichiarò tutti colpevoli, senza tentare veramente di scoprire l’andamento dei fatti. Un processo durato 3 giorni (6-9 aprile 1931) alla fine del quale per tutti, eccetto che per il ragazzino di 12 anni, Roy Wright, condannato all’ergastolo, fu espressa sentenza di morte, anche se la condanna non fu mai eseguita. L’anno seguente la Corte Suprema dell’Alabama riconfermò la sentenza per tutti eccetto il tredicenne Eugene Williams.  Il 7 novembre del ’32 la Corte Suprema Americana  sentenziò l’avvio di un secondo processo in quanto nel primo era stato negato agli imputati il diritto alla difesa, in violazione del quattordicesimo emendamento. Nel gennaio del ’33 l’Avvocato Samuel Leibowitz assunse la difesa degli imputati. Nonostante la Bates avesse ritrattato la sua accusa di stupro, si giunse allo stesso verdetto di colpevolezza per gli imputati(1933). Dopo un nuovo ricorso, la Corte Suprema Americana si pronunciò a favore degli imputati (1935), e ordinò un nuovo processo in quanto la legge dell’Alabama escludeva le persone di colore dal far parte della giuria. Nel 1937 vennero assolti, dopo 6 anni già scontati, Willie Roberson, Olen Montgomery, Eugene Williams and Roy Wright. Tra il ’43 e il ’50 anche gli altri vennero rilasciati in libertà condizionale, eccetto Haywood Patterson che evase nel 1948 e trovò rifugio in Michigan. Nel ’76 Clarence Norris, l’ultimo sopravvissuto degli Scottsboro boys, ottenne la grazia dal governatore George Wallace. Gli altri, già morti, dovranno attendere il 04.04.2013, 45° anniversario dell’uccisione di Martin Luther King. Giovedì il Parlamento dell’Alabama ha infatti votato all’unanimità una legge per concedere la  grazia postuma, che potrà così finalmente essere concessa agli Scottsboro Boys e rendere giustizia quantomeno alla loro memoria.

Nulla cancellerà l’ingiusto dolore provocato a quei ragazzi, le cui storie di vita furono brutalmente distrutte da ingiuste accuse e reiterate condanne emesse da tribunali razzisti.  L’Alabama, 80 anni dopo, cerca di fare ammenda concedendo la grazia postuma: un tentativo di correggere errori del passato che rovinarono la vita dei giovani innocenti afro-americani.

Il caso degli Scottsboro boys, che divenne emblema di ingiustizia razziale, fu raccontato in numerosi libri (1950Pattenson , Scottsboro Boy; 1979, Norris , The Last of the Scottsboro Boys;  1969, Dan T. Carter, Scottsboro: A Tragedy of the American South; 1994, James Goodman,  Stories of Scottsboro) film (Judge Horton and the Scottsboro Boys, 1976) e canzoni (Leadbelly, Scottsboro Boys).

Dal 2010 è inoltre operativo lo Scootsboro Boys Museum & Cultural Center, situato appunto nella città di Scottsboro a pochi metri di distanza dal tribunale in cui i ragazzi subirono il primo ingiusto processo per stupro. Fortemente voluto dalla Sig.ra Sheila Washington,  il museo mira a far conoscere la vera storia degli Scootsboro Boys e conserva, tra gli altri, articoli di giornale degli anni ’30 relativi al caso, foto dei processi e francobolli venduti negli anni ’30 per raccogliere soldi per la difesa dei ragazzi.

 

Michela Romagnoli

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