Associazione Fatto&Diritto: la lettera a cuore aperto del Presidente uscente Tommaso Rossi

img_9739Pubblichiamo sul nostro sito il discorso di commiato del presidente uscente Tommaso Rossi in occasione dell’assemblea dei soci dell’11 luglio 2023.

 

Cari amici soci,

dopo 8 anni con il cuore pieno di emozioni contrastanti voglio salutarvi, perché finalmente e con molto piacere qualcuno più giovane, pieno di idee ed entusiasmo di me mi succederà alla Presidenza dell’Associazione Fatto&Diritto.
8 anni che in realtà sono oltre 12, se consideriamo anche la nascita (da una mia idea, condivisa con altri “visionari sognatori” tra cui Valentina Copparoni che siede nel direttivo dalla nascita dell’Associazione) nel 2011 del magazine online Fatto&Diritto, che (prima di diventarne costola) è stata l’origine di tutto!

8 anni pieni di entusiasmo, di impegno, di fatica, di onore e soddisfazione nel vedere nascere e crescere giorno dopo giorno questa piccola creatura così “strana”, raccogliere tanti complimenti per i convegni che abbiamo organizzato e, più in generale, per la difficilissima opera di mettere in correlazione cittadinanza e mondo (anzi mondi) delle professioni, nonché questi ultimi tra loro.

La rivoluzione, prima del magazine e poi dei nostri convegni, è stata quella di far comunicare questi mondi apparentemente incomunicanti per linguaggio, e reciprocamente diffidenti per approccio culturale.
Il bellissimo logo della barchetta che veleggia nel mare di matite dei colori dell’arcobaleno rappresenta la natura dell’Associazione: una piccola ma impavida barchetta a vela che solca i mari delle idee, molteplici, variegate, multidisciplinari, e lo fa grazie al vento che deriva dal fiato di tutti noi soci, che con le nostre energie soffiamo nelle vele di Fatto&Diritto.

Nel corso degli anni ci siamo conosciuti ed apprezzati con tutti voi, e all’interno dei due direttivi succedutisi si sono consolidati legami personali che andavano oltre le vita dell’associazione: ancora è forte il dolore per la prematura scomparsa del “nostro” commercialista e socio fondatore Mauro Barigelli, un amico oltre che un validissimo supporto per la vita dell’associazione.

Nel corso degli anni abbiamo organizzato davvero cose di grande spesso culturale, e soprattutto sempre un passo avanti nel precorrere tematiche (che poi nel corso di qualche tempo divenivano di assoluta attualità) analizzandole in modo multidisciplinare, obiettivo, critico, ma al contempo con un linguaggio che sapesse parlare alle persone e non soltanto ai tecnici. Dall’ambiente ai vaccini, dalla bioetica alle fake news, dalla sicurezza nel pubblico spettacolo al terremoto del 2016, dai processi mediatici al biotestamento, dal cyberbullismo al ciclo su informatica, intelligenza artificiale e diritto….. e tanto tanto altro, con la ciliegina sulla torta della visita alla Corte Penale Internazionale a L’Aia.

Il covid, con la necessità di imparare a parlare con l’unico linguaggio in quel momento possibile, quello degli webinar, ci ha un po’ allontanato dalla nostra peculiare mission di parlare alla cittadinanza: abbiamo giocoforza dovuto focalizzare le nostre energie in incontri e convegni più mirati ai tecnici, molto apprezzati e di grande spessore….Gli webinar su Intelligenza Artificiale e Diritto svolti tre anni fa, quando credo nessuno sapeva neppure che cosa fosse un’intelligenza artificiale, è stato come sempre un precorrere i tempi, e muoverci un passo avanti nell’analisi specialistica di temi di interesse.

Ma l’esperienza del covid- su questo abbiamo e ho fatto una attenta analisi critica- come detto ci ha allontanato dalla cittadinanza. Incontrarci dietro ad uno schermo, anziché alla Mole o alla Loggia dei Mercanti, luoghi di apertura verso la città, hanno cambiato la percezione della nostra Associazione all’esterno.

E, inoltre, l’abitudine a organizzare cose dietro ad uno schermo o dietro al telefono, anziché incontrandosi, parlando tra noi, confrontandoci davanti ad un piatto di pasta e un bicchiere di vino, ha anche tolto linfa vitale alla vita interna dell’Associazione.
La vita associativa si nutre di scambio, di confronto, di coinvolgimento, di partecipazione.

Su questo devo fare una grande, sincera, e profonda autocritica.

 

Con l’amore viscerale che ho sempre nutrito per questa creaturina veleggiante, che (sì, lo ammetto) ho sempre sentito come una mia “figliola”, troppo spesso- e negli ultimi anni, complice la situazione sopra descritta che ben si prestava a questo, ancor di più- ho cercato di “far tutto io” pensando così di “far tutto prima”.

Insomma, l’efficientismo ha tolto spazio e vitalità al confronto, allo scambio, alla partecipazione.
Mi dispiace davvero di questo, ma credetemi, tutto ciò è stato fatto sempre, e solo, avendo a cuore il massimo bene possibile per l’associazione. Mai, e ci tengo a dirlo a voce alta, e schiena dritta, per vantaggi personali, lavorativi o di altro genere.

Negli ultimi due anni ho sentito giorno dopo giorno più forte crescere l’idea che fosse necessario un cambio deciso all’interno del gruppo, che da troppo tempo porta avanti l’Associazione, che dovessero entrare nuove persone all’interno del Consiglio Direttivo che verrà, e anche all’infuori del Direttivo che dovessero crearsi dei ruoli funzionali che al contempo responsabilizzino molti di voi e rendano più semplici i “processi organizzativi” tipici della vita associativa.

Negli ultimi due anni- lo dico con il cuore sanguinante, davvero- la nostra attività si è come paralizzata, tra critiche, autocritiche, idee rimaste nei “pantani” del tempo e qualche rosa inaspettatamente ricevuta da insospettabili amici. Il mio eccessivo attivismo si è, dunque, fermato, e di questo mi scuso con tutti voi, perché ne è rimasta certamente compromessa la vita associativa.

Ma oggi è il momento in cui l’Associazione rialza la testa, il momento in cui le tante nuove forze che entrano ed entreranno diventeranno il motore (ecologico eh!!) propulsivo di Fatto&Diritto.
E’ il momento dei saluti, il momento dell’entusiasmo che torna a colorare il mare in cui veleggia la piccola barchetta di Fatto&Diritto, il momento in cui si mettono da parte incomprensioni e delusioni e si fanno entrare i raggi di sole di un nuovo giorno che si prospetta davanti a noi.

Spero che tutti i nuovi possano sentire dentro di sé la soddisfazione, l’orgoglio e l’impegno che comporta il far parte di questa piccola barchetta a vela che percorre (e precorre) i mari delle idee. Ma che verrà ogni giorno ripagato da soddisfazioni per vederla crescere di nuovo.
E’ stato faticoso per me farlo per tutti questi anni, è stata una grandissima responsabilità, ma è stata anche una fonte enorme di orgoglio gioire per le soddisfazioni che ne sono derivate, anche quando in prima linea a raccogliere gli applausi c’erano quelli di voi che hanno avuto voglia di “metterci la faccia” in prima persona. E ora, finalmente, spazio a voi.

Sono certo che potrò ogni tanto affacciarmi dalla finestra che dà sul mare e vedere la piccola barchetta che va a vele spiegate, e un sorriso di gioia in quel momento mi percorrerà il viso.

Buon vento, Fatto&Diritto!

Con amore.

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