Palazzo Jona e la sua nobile storia

AD ANCONA L’EDIFICIO “DELLE MERAVIGLIE”

 

2) Ancona: l’elegante edificio patrizio settecentesco Jona in corso Mazzini (foto di Gianluca Mainiero)
2) Ancona: l’elegante edificio patrizio settecentesco Jona in corso Mazzini
(foto di Gianluca Mainiero)

- ANCONA – di Giampaolo Milzi -

L’elegante edificio noto oggi come Palazzo Jona-Millo – in cui spiccano il candido bugnato liscio in pietra d’Istria, il bel cantonale arrotondato e un mirabile balcone – è situato all’angolo tra le antiche vie Del Calamo (oggi corso Mazzini) e del Metauro (oggi via Gramsci). Fino a circa metà del ‘700 appartenne al marchese Carlo Francesco Moscheni. La costruzione dell’immobile fu rinnovata probabilmente in occasione del matrimonio della figlia di questi con il marchese Carlo Francesco Millo, avvenuto nel 1756. Poi passò a un altro marchese, Pietro De Bourbon del Monte, di cui si legge il nome nella parte superiore dell’edicola in cui, nel 1856, fu collocata la tela pittorica che raffigura la Madonna col Bambino. Il bel dipinto potrebbe essere attribuito alla scuola del grande pittore anconetano Francesco Podesti, di rilevanza nazionale. Il disegno originario del Palazzo può essere oggi ricondotto alla mano dell’architetto fanese Francesco Maria Ciarraffoni, piuttosto che al Vanvitelli (come si era a lungo ipotizzato). L’interno del palazzo fu decorato da Giuseppe Pallavicini. La decorazione dei saloni di rappresentanza, affrescati con storie mitologiche, costituisce uno dei primi impegnativi cicli del giovane pittore ad Ancona (1770). Dal cortile si accede alle antiche cantine del Palazzo che si sviluppano per oltre 700 metri, su diversi piani. Secondo una tradizione, quelle al livello più basso portavano un tempo fino al vicino mare, garantendo una sicura via di fuga in caso di necessità.

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