L’economia circolare nella produzione alimentare

RIFLESSIONE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEL CLIMA

di Dott.ssa Sara Grande

Ambiente/Cortei e flash mob: Milano si mobilita per Giornata mondiale climaIl 15 marzo 2019, si è celebrata la Giornata mondiale del Clima, una manifestazione organizzata per chiedere ai governi una politica più incisiva per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale.

Un enorme danno ambientale – parliamo quasi di un quarto delle emissioni globali di gas serra – è causato dalla produzione alimentare dominante; questo è ciò che si apprende dal rapporto Cities and Circular Economy for Food, presentato dalla Ellen MacArthur Foundation al World Economic Forum di Davos.

Gli allevamenti da una parte – con il consumo eccessivo di antibiotici – e l’agricoltura dall’altra – con fertilizzanti, concimi e pesticidi – aggravano l’inquinamento atmosferico e contaminano il suolo e le acque. 

Sempre secondo quanto emerge dal report CCEFF, i fattori legati alla produzione alimentare sul piano industriale potrebbero causare 5 milioni di decessi entro il 2050. 

La situazione attuale è la seguente: il consumatore, anche quando tenta di fare scelte alimentari sane, è comunque a rischio a causa del modo in cui il cibo viene prodotto.

La politica economica globale ha condotto ogni nazione a incrementare la produzione, generare nuovi bisogni e stimolare il consumo: <<crescere per continuare a crescere >>, è questo lo scopo. In un’economia lineare, le risorse del pianeta diventano vittime di un uomo sempre più padrone di questa terra e mai ospite. Ma qualcosa sta cambiando, è giunto il momento di salutare l’era capitalista, per una ‘‘economia circolare’’, cioè un sistema economico in cui il ciclo del prodotto non termina con il consumo, ma si rigenera e da vita a nuovi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi e l’impatto ambientale; in altre parole, ogni fine è un nuovo inizio.

Le regole dell’economia circolare potrebbero ridisegnare i sistemi di produzione alimentare. 

La Fondazione MacArthur, sulla scorta dei principi dell’economia circolare, ha proposto un sistema di produzione in cui il cibo viene coltivato localmente – senza ricorrere a fertilizzanti, pesticidi o diserbanti – in un modo che sia possibile riciclare le risorse naturali e i rifiuti. Tale sistema dovrebbe garantire alimenti sani, ma soprattutto prodotti senza l’utilizzo di pratiche dannose all’uomo e all’ambiente. 

Ma come far partire questa rivoluzione nella produzione alimentare? 

Nonostante la transizione verso l’economia circolare sia sostenuta da un numero sempre maggiore di politiche e iniziative, di fatto persistono ancora delle specifiche barriere; l’inconsapevolezza aziendale, la carenza di risorse finanziarie da investire in progetti di rinnovamento ecosostenibile, rendono l’orizzonte della sostenibilità eco- alimentare ancora distante dal presente. 

Tuttavia l’incremento della produzione e del consumo di prodotti biologici è un punto di partenza incoraggiante, che lascia presagire una piena attuazione del sistema dell’economia circolare.

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