Vicolo Bonarelli “Vicolo della Cultura

MUSEO DEL GIOCATTOLO, NUOVA LIBRERIA

ANCONA – di Giampaolo Milzi -

1-foto-libreria-vicolo-bonarelliAncona città ostile per i circoli socio-ricreativi votati anche ad arte e cultura? Pare di sì, almeno da 2-3 anni a questa parte – vedi la mancata riapertura del CircolOff – ma anche no, perché c’è chi resiste appassionatamente. E rilancia. E’ il caso del Teatro del Guasco-Museo del giocattolo antico, che ha compiuto un altro passo virtuoso. “Per trasformare vicolo Bonarelli nel vicolo della Cultura”, annuncia Gabriele Schiavoni, in arte “Ogiva”, 40 anni. Lui che in questo locale “sui generis” – un po’ circolo un po’ associazione, allestito nel piano terra dell’ala sinistra del seicentesco Palazzo Marcolini che si affaccia su via Matas al civico 21 – ci crede da una vita (fondato in via della Loggia nel 1998, poi itinerante, quindi la parentesi a Sirolo dal 2008 al 2012, due anni fa il ritorno ad Ancona). Lui, Gabriele, ha scommesso di nuovo e ce l’ha fatto. Sabato 14 ottobre, a margine della piazzetta che taglia in due vicolo Bonarelli (in cima al quale c’è l’ingresso del circolo), è stata inaugurata la nuova Libreria d’arte e testi antichi. Un mare di volumi, un viaggio indietro nel tempo. Libri d’eccezione, da consultare sul posto e magari acquistare, in una sala di circa 50 mq presa in affitto in un secolare palazzo che dà sulla piazzetta senza nome, ribattezzata anch’essa Bonarelli. Inaugurato nella stessa sala l’Emporium Marche della Confartigianato, vetrina di manufatti d’eccellenza. Un’oasi di cultura dentro e fuori, perché anche fuori del grande portone della Libreria è stato allestito un Caffè letterario (gazebo riscaldato, sedie e tavolini), con gli ospiti invitati a sorseggiare caffè, te e tisane e ad intrattenersi con letture e dibattiti. La stessa atmosfera che permea l’analogo ambiente Caffè già presente nel circolo, animato ogni giovedì sera da un figurante nei panni d’epoca di un illustre personaggio della cultura del passato.

Un progetto coerente dal punto di vista storico/urbanistico – siamo nel cuore millenario del rione Guasco -, quello di Gabriele. Vicolo Bonarelli e la sua piazzetta congiungono infatti la “Gran via” e la “via Maestra”, così erano chiamate via Matas e via Pizzecolli negli anni tra fine Medioevo e Rinascimento della bellissima Ancona, libera, ricca e fiera Repubblica Marinara. Il suggestivo Vicolo Bonarelli splende di nuovo, Gabriele, con l’aiuto di amici, l’ha ripulito in autonomia. Un progetto che punta a riscoprire e valorizzare spazi pubblici e radici dell’Ancona dimenticati. Infatti il 14 ottobre nel circolo di via Matas si è tenuta la conferenza “in movimento” dal titolo “I segreti di vicolo Bonarelli”. Cicerone della serata, il prof. Antonio Luccarini, che ha raccontato l’affascinante vicenda del Conte Leonardo Bonarelli, crociato marchigiano di origini normanne che nel nell’XI secolo scoprì in Oriente un segreto saraceno legato alla storia del gelato. Un segreto poi tramandato, tanto che già nel XVI secolo i Bonarelli inventarono un sorbetto al gelato, al gusto di melone (quello giallo di Supunga), di cui s’innamorò la regina d’Ungheria giunta ad Ancona. Il ghiaccio, la materia prima, era conservato nelle “neviere” che si trovano ancora sotto Palazzo Marcolini (visitate sabato 14, il pubblico ha potuto anche assaggiare il sorbetto), così come sotto tanti altri edifici sorti nella vecchia Dorica. “Neviere”, cioè pozzi riempiti di neve pressatta ricavati nelle grotte-caverne (le cantine degli immobili di oggi), che in parte ancora si estendono da via della Loggia, passando sotto via Pizzecolli, fino a piazza del Plebiscito, con decine di diramazioni cunicolari (Palazzo Bonarelli ha l’ingresso principale in via della Loggia, quello secondario nella piazzetta di vicolo Bonarelli).

Un atro grande progetto in cantiere punta alla ristrutturazione delle ex scuderie/stalle di Palazzo Marcolini, rimaste come per incantesimo intatte, sotto quelle mura che ospitarono addirittura le truppe napoleoniche quando Bonaparte soggiornò ad Ancona a palazzo Trionfi.

Tornando alla sede “madre” del circolo dell’elegante Palazzo Marcolini, ben restaurata e ristrutturata, con ampie volte ed archi, parte delle murature risalenti a 700 anni fa, è ampia circa 450 mq. Appena entrati, sulla sinistra, i 40 mq del già rodato Caffè letterario, con bar, ideale per apertivi, luogo principe per letture soprattutto di poesie e chiacchiere più o meno impegnate. Al centro il Teatro del Guasco, circa 150 mq, coi suoi 100 posti, il palco e il grande schermo, deputato a conferenze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e di cabaret, concerti in acustico, proiezioni di film e cortometraggi (160 eventi culturali in un biennio, quasi 15mila spettatori).Il percorso espositivo – che ospita anche mostre d’arte e fotografiche – si sviluppa da questi ambienti in altri 260mq circa. L’intera collezione del museo conta più di 2000 pezzi rari: abitini, strumenti d’uso quotidiano e oggettistica legati al mondo dell’infanzia e della famiglia; giocattoli, come burattini, automobiline, soldatini, bambole; orsi Teddy Bear della Steiff tedesca. Solo per fare qualche esempio. Tutti pezzi autentici, di grande valore di testimonianza storica, risalenti a un periodo che va dagli inizi dell‘800 agli anni ’50-primi ’60 del ‘900.

Le visite al museo sono possibili tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 16 alle 19. Via via che si avvicina il week-end, la sera, eventi di vario tipo. E poi gli appuntamenti fissi per i corsi e laboratori d’improvvisazione teatrale, di recitazione cinematografica, di pittura e creatività per bambini, ragazzi e adulti.

Ancona ambiente ostile per i circoli socio-ricreativi e culturali? Sì, se consideriamo soprattutto quelli specializzati in musica dal vivo: nel dicembre 2014 ha chiuso il Glue Lab in via Matteotti dopo un solo anno di vita; stessa sorte a fine maggio 2015 per il Silos di via Leopardi dopo appena due stagioni; l’avventura dell’Hangover in Galleria Dorica è durata dal settembre 2015 a quello 2016. Ma le scommesse di Gabriele e del Teatro-Museo-Caffè del Guasco restano

vincenti, nonostante tutto.

Per informazioni: su Facebook “Museo del Giocattolo e del Bambino” – musam.ancona@libero.it – 345/6251238

(articolo tratto da Urlo – mensile di resistenza giovanile

 

 

 

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