Vescovi spagnoli e tedeschi: si alla pillola del giorno dopo se non abortiva.

28 FEBBRAIO ’13, MADRID – Qualche settimana fa la posizione della Chiesa tedesca aveva stupito il mondo: lecito l’uso della pillola del giorno dopo in caso di stupro. Sulla stessa linea dei tedeschi, anche i vescovi spagnoli hanno definito legittimo l’uso della pillola del giorno dopo in tale caso estremo. Di primo acchito sembra di essere d’avanti ad un’apertura verso una procedura abortiva, ma non si tratta assolutamente di questo.

Occorre chiarire che l’approvazione dell’uso è subordinata a che il farmaco serva ad impedire la fecondazione e a che non abbia “effetto abortivo”. Il segretario generale della conferenza episcopale spagnola, Juan Antonio Martinez Camino ha definito lo stupro “un atto di violenza ed ingiustizia” di fronte al quale “è legittimo impedire la fecondazione, ma non abortire”. Tuttavia, non è stato spiegato quali siano i farmaci “accettabili” e Martinez, che è anche vescovo ausiliario di Madrid, ha detto di non conoscere alcuna pillola che abbia queste caratteristiche e che “se in Germania c’è, noi non la conosciamo”.

I vescovi tedeschi, nella loro rivoluzionaria affermazione, hanno fatto riferimento a nuovi farmaci recentemente apparsi sul mercato che impediscono la fecondazione e non sono abortivi, appunto. La decisione era stata presa dopo che due ospedali cattolici di Colonia avevano rifiutato la somministrazione della pillola del giorno dopo ad una donna vittima di stupro.

A prescindere dai punti di vista personali di ognuno, la Chiesa non può che rimarcare la sacralità della vita e la sua protezione fin dal momento del concepimento, ossia dell’unione dello spermatozoo con l’ovulo femminile. Tuttavia, le recenti aperture della Chiesa denotano una certa disinformazione sulle ultime posizioni scientifiche. Si ricorda, infatti, che gli spermatozoi possono vivere fino a circa 4 giorni nelle cripte della mucosa cervicale e se, nel lasso di tempo di vita degli spermatozoi, se vi è il rilascio della cellula uovo da parte delle ovaie, di regola, avviene la fecondazione. Questo vuol dire che non sempre l’embrione si forma (o nasce) nell’immediatezza del compimento dell’atto sessuale. Ora si sottolinea come il farmaco ci cui si parla è un farmaco anti-concezionale, che ha effetto solo prima del concepimento, almeno secondo le ultime posizioni scientifiche. Infatti, mentre in passato si riteneva che il Levonorgestrel (componente a base della cosiddetta pillola del giorno dopo, il quale induce alla modifica della mucosa uterina) potesse inibire l’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero, avendo quindi effetto abortivo, studi più recenti sembrano escludere questa evenienza: Nel 2005 l’OMS ha chiarito che “la contraccezione di emergenza con Levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione. La pillola è inefficace dopo l’annidamento e non provoca l’aborto”. In altre parole, la pillola ha il principale effetto di ritardare l’ovulazione, lasciando gli spermatozoi ad attendere invano fino alla loro morte ed anche quello di inibire il trasporto degli spermatozoi, diminuendo così la probabilità di rimanere incinta. Statisticamente, la percentuale di evitare la gravidanza hanno un picco del 95% se il farmaco è assunto entro le prime 24 ore e scendono fino ad annullarsi nelle 72 ore successive al rapporto sessuale.

È vero anche che l’effetto abortivo della pillola è ancora citato in molti fogli illustrativi ed è per questo che nell’ottobre 2008 la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO, ma si eviti ogni ironia) e il Consorzio Internazionale per la Contraccezione di Emergenza (ICEC), hanno diramato un documento nel quale, sulla base di molteplici studi, si invita a modificare i fogli illustrativi non ancora aggiornati in quanto il farmaco, non ostacolando l’impianto “non impedisce lo sviluppo dell’embrione” se iniziato e quindi, “qualunque definizione di gravidanza si utilizzi, non è mai abortivo”.

Ci sarebbe da spiegare ai vescovi spagnoli e tedeschi, mentre ne sono alla ricerca o scoprono che è appena stato inventato, che il farmaco di cui hanno appena legittimato l’uso, seppure in un caso estremo, è quello che c’è da sempre.

Certo, seguendo la logica della concessione dei vescovi spagnoli e tedeschi, se la pillola è ammessa purchè non abortiva, l’ammissione della sua funzione prettamente anticoncezionale equivarrebbe alla concessione di un libero uso della stessa.

MOSE’ TINTI

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