ROMA, 11 DICEMBRE 2011 – Presa di mira dai vandali la scuola elementare Principe di Piemonte, alle spalle della Basilica di San Paolo, come pure la succursale Leonardo da Vinci. L’altra mattina i bidelli dell’istituto diretto dalla preside Isabella Scalamandré si sono trovati dinanzi ad uno scenario apocalittico: computer, porte e finestre, armadietti e telecamere completamente distrutti. Solo le aule sono state risparmiate, tanto che le lezioni si sono svolte regolarmente, ma nei corridoi e nella stanza della preside sembrava essere passato un tornado. I soliti ignoti avrebbero approfittato della giornata di festa dell’Immacolata per introdursi, tramite una finestra, nei locali della da Vinci e distruggere tutto quello che capitava a tiro, persino le porte che non erano chiuse sono state spaccate. Poco o nulla sarebbe stato rubato per lo più infatti si è trattato di atti di vandalismo e la stima dei anni ammonta a circa 20mila euro. Non è la prima volta che i ladri-vandali si sono introdotti in questi istituti infatti la preside e i genitori chiedono maggiori controlli e misure di sicurezza più efficaci, anche un’illuminazione andrebbe aumentata. Quello che ha dato più fastidio poi è l’estrema violenza con cui i malviventi hanno agito, basti pensare che poiché l’intrusione si era verificata altre volte ed erano spariti due prosciutti, la società che gestisce la mensa scolastica aveva fatto mettere le grate alle finestre e riposto il cibo in un armadietto blindato. Neppure questo è bastato a bloccare i vandali che hanno preso a colpi di martello il muro sovrastante per poi dirigersi verso l’aula di informatica, anch’essa assaltata in passato. Questa serie di colpi messi a segno dai soliti ignoti avrebbe un principio ben preciso, cioè da quando non c’è più la figura del custode messa la bando dai tagli del ministero. Queste strutture sono molto grandi e presentano delle carenze, zone che per esempio rimangono nascoste e che permettono ai vandali di entrare senza dare troppo nell’occhio. In assenza di un controllo umano erano state poste le telecamere che però vengono sistematicamente distrutte ad ogni raid. Una situazione che ha esasperato il personale che lavora negli istituti come pure i genitori degli alunni che sono andati a protestare al dipartimento dei Lavori Pubblici e che accusano il Comune di Roma di non aver predisposto nemmeno un euro per la manutenzione degli immobili stessi. A breve vigili urbani, polizie e carabinieri capitolini si incontreranno per valutare come affrontare la situazione.
ELEONORA DOTTORI
D: Di cosa possono essere accusati i vandali?
R: Sicuramente, dati i danni arrecati alla scuola, del reato di danneggiamento (art. 635 c.p.) che punisce chi distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui. In questo caso poi si tratterebbe di danneggiamento aggravato per cui si procede d’ufficio (ossia senza bisogno d’iniziativa di parte tramite querela) in quanto i fatti sono stati commessi su di un edificio pubblico o comunque destinato ad uso pubblico. In questa ipotesi, come nelle altre ipotesi aggravate, la possibilità di usufruire del beneficio della sospensione condizionale della pena è subordinata all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato oppure alla prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività (se il condannato non si oppone) per un tempo non superiore alla durata della pena sospesa.
Un’altra ipotesi di reato ravvisabile nei fatti della Garbatella potrebbe essere quella di furto aggravato dato che dalla scuola sarebbe stati portati via anche degli oggetti. Non si ravviserebbe, invece, l’interruzione di un pubblico servizio dato che le lezioni sono comunque proseguite regolarmente.
D: Il Comune potrebbe provvedere con ordinanze specifiche?
R: Sì il Comune di Roma potrebbe adottare proprie ordinanze specifiche contro il fenomeno degli atti vandalici prevedendo sanzioni pecuniarie per gli autori.
In realtà in questi anni il Comune di Roma ha già adottato diversi provvedimenti per contrastare il vandalismo e tutti gli atti di danneggiamento al patrimonio sia pubblico che privato, quali fenomeni che incidono sulla sicurezza e qualità della vita cittadina, utilizzando quei maggiori poteri in materia di sicurezza urbana che sono stati attribuiti proprio ai sindaci (anche con la possibilità di coordinamento con il Prefetto) dal decreto del Ministero dell’Interno del 2008 ma anche dal successivo pacchetto sicurezza del 2010.
AVV.VALENTINA COPPARONI
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