Vale 1936,80 euro la vita del tecnico morto montando il palco della Pausini

ROMA, 25 LUGLIO ’12 – La vita di Matteo Armellini, il tecnico di 32 anni morto tra il 4 e 5 marzo a Reggio Calabria montando il palco per il concerto di Laura Pausini, vale solo 1936,80 euro. Sentenza choc quella dell’Inail, che valuta in meno di 2.000 euro il risarcimento ai genitori del giovane tecnico morto nel crollo del palco. L’Inail ammette che si tratta di un risarcimento iniziale, un anticipo, ma il totale non sarà molto più alto. La cifra, irrisoria, compare sull’assegno consegnato a Paola Armellini, la mamma di Matteo che si è detta indignata. “L’unica certezza fino ad adesso è che la vita di mio figlio non vale neanche duemila euro”. Una questione di dignità, come sostiene la mamma, amareggiata da un risarcimento che le sembra un insulto. “Vorrei una spiegazione – dice la signora – non tanto per i 1936,80 euro, ma perché mio figlio è morto sotto un palco e nell`oggetto del pagamento c`è scritto “risarcimento per infortunio e malattia professionale”. È un problema di dignità, Matteo non aveva ancora cominciato a lavorare, gli è caduta in testa tutta la struttura. Non voglio, non ci sto che la morte di mio figlio venga liquidata così”. La cantante si dice “turbata”, ma non ha intenzione di commentare la vicenda e si chiude in un rigoroso silenzio stampa. Il direttore generale dell’Inail Giuseppe Lucibello puntualizza che “quei soldi non sono un risarcimento ma un anticipo dell’assegno funerario” e di fronte alle (legittime) riflessioni della famiglia, ammette che “la retribuzione molto bassa del ragazzo non consente di immaginare risarcimenti consistenti. Con le attuali leggi, l’Inail risarcisce quello che può ma ha avanzato più volte proposte per meglio tutelare i più giovani”.

TALITA FREZZI

D: La famiglia Armellini potrebbe avviare un’azione civile contro l’Inail o contro lo Stato?

R: Contro l’INAIL che rappresenta lo Stato, per avere una equa indennità.

D: La produzione del tour potrà rispondere di qualcosa?

R: Oltre che ovviamente di omicidio colposo, alla produzione del tour potrebbe essere contestata anche la violazione delle norme in materia di impiego di lavoratori non in regola con tutte le collegate violazioni in materia di omesso versamento di contributi previdenziali, di omesse informazioni sulla sicurezza sui luoghi di lavori  etc.

Il Testo Unico per la sicurezza sui luoghi di lavoro stabilisce inoltre che in caso di impiego di lavoratori irregolari scatta anche la sospensione dell’attività. In particolare l’art. 14 del TU stabilisce che “1. Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, ferme restando le attribuzioni del coordinatore per l’esecuzione dei lavori di cui all’articolo 92, comma 1, lettera e), gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti di sospensione in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni quando riscontrano l’impiego di personale non risultante dalla documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, nonché in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentito il Ministero dell’interno e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano”.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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