USA, influenza killer o psicosi?

USA, 15 GENNAIO ’13 – Quest’anno la stagione influenzale americana si sta rilevando diversa dalla nostra. Innanzitutto si è manifestata in anticipo , già ai primi del mese di dicembre , mentre in Italia sta arrivando in questi giorni . Inoltre c’è un’altra differenza , ancor più significativa , che negli USA il 98% dei casi è determinato dal visus A/H3N2 mentre in Italia , almeno al momento , il virus è al 50% H3N2 e al 50% H1 N1 ( due diverse varianti dello stesso ceppo virale A con l’H3 N2 considerato più severo). Per alcuni ricercatori sia americani che italiani è difficile considerare la situazione americana anomala e tantomeno catastrofica , certamente rilevante . Infatti in base ai dati diffusi dai Centers for Disease Control ( CDC ) americani il numero dei ricoveri è uguale a quello della stagione 2007-08 e comunque in diminuzione e sono classificati come moderati . Al momento i bambini vittime dell’influenza sono 20 rispetto alla stagione 2009-2010 che furono 282 , ma quella fù una vera e propria pandemia . Nella stagione 2010-2011 furono 122 , mentre nella scorsa stagione 34 che ebbe un inizio più tardivo , a gennaio invece che dicembre .

La zona geografica degli Stati Uniti maggiormente interessata è la costa Est in particolare l’area intorno a Boston .Solo nelle prossime settimane si saprà se veramente la situazione americana sarà più grave delle precedenti .

Per quanto riguarda l’Italia la settimana prossima sarà cruciale per capire come l’influenza

colpirà la nazione , infatti , dopo la riapertura delle scuole la diffusione potrebbe avvenire anche in tempi relativamente rapidi , comunque al momento l’influenza si sta rilevando esattamente con le caratteristiche che aveva previsto l’Organizzazione Mondiale della Sanità , pertanto , per ora , nessun allarmismo anche se viene rilevato che si è assitito ad un calo delle vaccinazioni del 5% , ma si è ancora in tempo.

DOTT. GIORGIO ROSSI

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