Undici grammi di cuore artificiale a un bimbo di 16 mesi

ROMA, 23 MAGGIO ’12 – Pesa quanto 5 monetine da 1 centesimo, ma ha un valore inestimabile perché ha ridato la vita a un bambino. Parliamo del primo cuore artificiale, il più piccolo al mondo, impiantato su un bambino di 16 mesi. Pesa esattamente 11 grammi,minuscolo cuoricino composto da una pompa al titanio capace di sostenere una portata fino ad 1,5 litri di sangue al minuto. Un trapianto record, quello effettuato con successo all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. E’ la prima volta al mondo che un’equipe chirurgica impianta un cuore artificiale così piccolo su un paziente di appena 16 mesi. Il bambino che è stato poi sottoposto a un trapianto cardiaco, a due mesi dall’intervento sta bene, gode di buona salute. E’ vispetto e allegro. E’ un bambino forte.Una notizia che ha commosso il mondo della medicina e che tocca le corde dell’animo umano, se pensiamo che il più piccolo cuore artificiale esistente ha il peso di 5 monete da un centesimo. Il dispositivo è stato applicato in urgenza sul piccolo paziente affetto da miocardiopatia dilatativa con una grave infezione del sistema di assistenza ventricolare precedentemente impiantato. Il delicato intervento chirurgico cui il piccolo è stato sottoposto è durato circa 8 ore. Un tempo infinito per l’equipe chirurgica che ha condotto questa operazione di estrema complessità. “Si tratta di un record mondiale, perché è il più piccolo cuore artificiale mai impiantato su un essere umano”, spiega il responsabile di unità di progetto assistenza meccanica del Bambin Gesù dottor Antonio Amedeo. Per eseguire l’intervento e utilizzare il dispositivo, una pompa al titanio di soli 11 grammi, è stato necessario l’ok della Food and drug Administration (Fda) e del Ministero della Salute, arrivato in pochissimi giorni. “Il bambino – continua il dottor Amedeo – aveva un’infezione del cuore artificiale precedentemente impiantato che ha progredito attraverso le cannule fino al torace e al cuore. Un tipo di complicanza purtroppo infausta. E dunque a quel punto l’unica soluzione era quella di rimuovere il cuore infetto, con tutte le cannule, e di intervenire immediatamente utilizzando questo prototipo sperimentale del National Institutes of health. Il device impiantato – conclude – è durato 13 giorni. Poi, visto che si trattava di un prototipo e che sapevamo si sarebbe potuto fermare da un momento all’altro, una volta ottenuta eliminata l’infezione, è stato rimesso al bambino il cuore artificiale che aveva all’origine e dopo un mese siamo stati fortunati che ha subito il trapianto finale di cuore”. Ora il bambino sta bene.

TALITA FREZZI

D: Perché per eseguire l’intervento e utilizzare il dispositivo serviva l’autorizzazione della Food and Drug Administration (Fda) e del Ministero della Salute?

R:La micropompa al titanio di soli 11 grammi è il prodotto della ricerca del National Istitute of Health amiricano e pertanto sottoposto alla valutazione della FDA l’agenzia governativa statunitense deputata alla regolamentazione dei prodotti alimentari , farmaceutici e delle attrezzature mediche .Analoga funzione in Italia è svolta dal Ministero della Salute.Entrambe hanno come scopo la protezione della salute dei cittadini attraverso il controllo della messa sul mercato di nuovi prodotti che sono sotto la loro giurisdizione .

D: In che consiste la patologia del piccolo (miocardiopatia dilatativa con una grave infezione del sistema di assistenza ventricolare precedentemente impiantato)?

R:La miocardiopatia dilatativa o cardiopatia congestizia è una malattia che colpisce il muscolo cardiaco che comporta un’ abnorme dilatazione delle cavità cardiache in particolare del ventricolo sinistro con conseguente perdita della capacità di pompa .

D: Quali conseguenze avrebbe potuto portare se non si fosse intervenuti d’urgenza con il microcuore sperimentale?

R: Il cuore in tali condizioni va incontro allo scompenso anche in modo acuto e ciò è incompatibile con la vita. La micropompa al titanio ha lo scopo di evitare tale situazione emergenziale per traghettare il paziente al trapianto di cuore definitivo .

DOTT.GIORGIO ROSSI

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