Una Barbie per l’autostima delle bambine sottoposte alla chemio


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ROMA, 13 GENNAIO ’12 – Una Barbie calva. Una Barbie che, con la sua forza evocativa, simbolo di migliaia di generazioni di bambine di tutto il mondo, sia anche vicina a quelle bimbe che devono combattere con la malattia oncologica e i postumi delle sue cure. Postumi che possono essere esteticamente evidenti, come la perdita dei capelli, una sofferenza psicologica specie per una bambina, una ragazza, una donna. Parte dal popolare social network Facebook la petizione – che ora conta 11.000 firme – rivolta alla Mattel, storica azienda produttrice della bambola più amata del mondo. La Mattel sta subendo molte pressioni da lobby e gruppi di consumatori americani che chiedono di produrre un esemplare di Barbie calva, rivolta a quelle bambine e ragazze che dopo la cura con la chemioterapia, perdono i capelli e la fiducia. Una bambola destinata a quelle giovanissime le cui madri o le cui familiari sono malate di tumore. Anche Barbie, la bambola snella, formosa e bellissima per eccellenza, alla moda e ammiratissima, amica di tutte le bambine del mondo, nella sua vita di plastica deve combattere con la malattia oncologica. E deve farsi forza perché resta bella lo stesso anche se non ha i capelli, anche se il male la aggredisce. Comprare, giocare, vezzeggiare una bambola simbolo come la Barbie ma calva, sarà un modo più semplice e delicato per far comprendere il passaggio e il cambiamento che provocano le medicine e le terapie sul corpo. Altro aspetto dell’operazione per la realizzazione della Barbie senza capelli, è quello di contribuire a rafforzare l’autostima delle ragazzine malate, che vedendo la loro bambola preferita condividere gli aspetti della malattia oncologica anche quelli brutti come la perdita dei capelli, possano essere spronate a lottare contro il male, guardando avanti con fiducia. Idea che sta prendendo corpo, grazie alla petizione diffusa su Facebook con un sempre maggiore seguito.

TALITA FREZZI

 

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