Una babele di giocose amicizie con “Ancona Language Exchange”

(di Lorenza Rossini e Giampaolo Milzi- ART. tratto da “L’URLO”) - Abita e lavora in uno yacht di un magnate russo, ormeggiato per riparazioni nel porto di Ancona. Città che fa fatica a scrollarsi di dosso l’appellattivo di bellissima signora un po’ troppo addormentata, chiusa con e assieme al suo storico scalo marittimo. Eppure tra Ancona e Malcom – giovane scozzese che nel capoluogo marchigiano ci è approdato da qualche settimana e ci rimarrà ancora per un paio di mesi – il colpo di fulmine è scattato in modo forte e originalissimo. Grazie all’allegra combriccola senza confini di “Ancona language exchange” (Ale). Malcom adesso l’italiano lo parla da “bene, bravo, sette più” e si è fatto un sacco di nuovi amici ultra-comunicativi. Ancona e dintorni sono per loro un piccolo-grande ombelico del mondo. Quelli di “Ancona Language Exchange” li avevamo incontrati nel 2010. Un gruppo completamente autogestito che ci aveva positivamente intrigato. Con la sua “mission” di favorire lo scambio linguistico e interculturale attraverso una sorta di “Babele cafè”, dove il piatto forte sono, appunto le lingue, a cominciare dall’italiano. Da gustare, imparare, perfezionare in modo facile, reciproco, gratuito e divertente. Oggi il gruppo è diventato una vera e propria comunità, che conta oltre 500 “adepti”, cresciuta grazie a un continuo processo d’aggregazione sviluppatosi attraverso i social network (Facebook su tutti), il passaparola, iniziative di “coachsurfing” e “carpooling”, eventi ricreativi di vario tipo, perfino gite “fuori porta” e presto in città estere.

L’idea iniziale, due anni fa, è stata di Nini Manuja, di origine franco-indiana, promoter e pioniere di questa pratica che si è diffusa anche in altre città vicine, come Pesaro e Rimini. Poi il testimome organizzativo è passato prima a un anconetano doc, Gabriele Giangiacomi, appassionato di media e giornalismo, e quindi ad un altro giovane “patron”, Federico Marinaccio, veneto-napoletano trapiantato ad Ancona per motivi occupazionali. Lo slogan degli incontri? “Discovering the world just next to you”. E per stare il più vicini possibile, in modo caldo e iper familiare, cosa di meglio di un pub o di un bar situati in zone frequentate anche da cittadini stranieri? Ne sono nate grandi tavolate attorno alle quali, periodicamente, si siede gente di tutte le età (in media una quarantina di persone), soprattutto studenti e lavoratori provenienti da Germania, Francia, Austria, Scozia, Polonia, Serbia, Albania, Portogallo, Colombia, Argentina, Brasile. E naturalmente molti anconetani e marchigiani. Ogni lingua è la benvenuta. Le più parlate e “scambiate”, oltre a quella di Dante e all’inglese: lo spagnolo, il francese e il tedesco. Ciascuno tende ad esprimersi sia nella propria lingua madre, che in quella in cui vuole esordire o che vuole imparare. Tra un discorso e una birra, una battuta e una cena, nascono complicità, legami saldi, oltre che amicizie. Mini-gruppi, anche coppie, si vedono e approfondiscono il viaggio poliglotta anche al di fuori dei meeting collettivi, grazie alla formula “tandem”. Tutti insieme, negli ultimi tempi, gli “Ale-boys” si danno appuntamento fisso alle 17,30, ad Ancona, nella “Locanda del porto”, due domeniche al mese. Esperienze di gruppo in cui di volta in volta fa da collante un tema diverso: come la gastronomia, la danza, la musica, l’arte, il cinema, le tradizioni e i costumi di un Paese; e soprattutto i giochi di società.

Siamo una comunità che mette in circolo le energie positive dei suoi componenti – spiegano Gabriele e Federico – Un modo per socializzare, fare amicizia, incoraggiare l’integrazione e lo scambio linguistico. E anche per favorire opportunità lavorative, per incrociare le esigenze di giovani madrelingua con quelle di imprenditori locali che ne sono alla ricerca”.

Si condivide molto, organizzazione e autofinanziamento compresi (versamenti spontanei di piccole somme di denaro), così le spese pesano il meno possibile. “Presto ci costituiremo in una associazione con tanto di statuto – sottolineano i Gabriele e Federico – Fin dall’inizio siamo iscritti alla Language exchange international (Lei), federazione internazionale con sede a Lione, finanziata con bandi e fondi UE a sostegno di integrazione e multilinguismo. L’obiettivo è poter usufruire anche noi dei finanziamenti stanziati dalla Comunità Europea”.

L’Ale che gravita su Ancona organizza anche incontri in comune coi gruppi delle altre città. E sta lavorando ad un progetto che dovrebbe partire entro la fine dell’anno: un meeting internazionale, ad Ancona, che coinvolga tanti gruppi di Language exchange del mondo. Tra gli eventi in via di definizione, una visita guidata a cura del nostro Urlo alla scoperta del patrimonio archeologico e architettonico di Ancona Porta d’Oriente.

 Per informazioni e contatti: tel. 334/1681596 (Federico), 347/4961301 (Gabriele) -

www.facebook.com/groups/anconalanguagexchange 

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 LE DOMENICHE TUTTE DA GUSTARE

10/3: “Ce soir on parle culture francaise!”

24/3: “The language of architecture Ancona”

7/4: “Ancona compie 2.400 anni, scoprila con noi”

21/4: Serata balcanica

5/5: “Serata tedesca! Deutscher abend!”

 19/5: Bookcrossing picnic al Parco del Cardeto

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