Un suicidio ogni sei giorni nelle carceri italiane. Il sindacato di polizia penitenziaria denuncia carenze anche sanitarie

MILANO, 19 FEBBRAIO ’12 – Non sono trascorsi neppure due mesi dall’inizio dell’anno e già sono otto i detenuti che si sono suicidati nelle strutture carcerarie italiane. In media uno ogni sei giorni. L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto proprio nei giorni scorsi nel carcere di Opera dove Pino Cobianchi, ergastolano di 58 anni, si è impiccato. Il sindacato di polizia penitenziaria, Sappe, lancia un preoccupato allarme non solo per la situazione dei detenuti ma anche per quella degli operatori penitenziari, anche in questo caso il numero di suicidi è elevato (l’ultimo caso, risalente a giovedì scorso, è quello un assistente capo di polizia penitenziaria in servizio a Rebibbia). Una situazione che preoccupa anche i militari impiegati nelle strutture i quali, stando sempre ai dati del Sappe, avrebbero impedito, dal 2000 ad oggi, altri 10mila suicidi e oltre 66mila atti autolesionistici che avrebbero potuto avere conseguenze gravissime. Le problematiche che spingono a questi gesti estremi sono numerose ma- come spiega il segretario generale del sindacato, Donato Capece- il sovraffollamento, la carenza di poliziotti e di educatori, di psicologi e personale medico specializzato sono “temi che si dibattono da tempo senza soluzione”. Senza contare poi, che il passaggio della sanità penitenziaria al servizio pubblico nazionale ha fatto in modo che sia lo stesso personale di polizia penitenziaria a dover gestire gravissime situazione di disagio sociale.“Non si può e non si deve chiedere agli agenti di accollarsi anche la responsabilitá di tracciare profili psicologici che possano eventualmente permettere di intuire l’eventuale rischio di autolesionismo da parte dei detenuti”, conclude Capece.

ELEONORA DOTTORI
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One Response

  1. Morena Miucci
    Morena Miucci at |

    amnistia

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