Uccise Maricica con un pugno, il pm chiede 20 anni per Alessio Burtone

ROMA, 7 MARZO ’12 – Uccise l’infermiera romena Maricica Hahaianu con un pugno, l’8 ottobre 2010 nella stazione della metro di Anagnina. Oggi, il pm chiede che venga contestato ad Alessio Burtone l’omicidio preterintenzionale con l’aggravante dei futili motivi. Il ventiduenne romano rischia vent’anni di carcere, almeno questa è la pena richiesta dal pm Antonio Calaresu per la morte di Maricica. L’infermiera, aggredita fuori dalla metropolitana, fu colpita da Burtone con un pugno. Dopo alcuni giorni di coma e di lotta per la vita, la povera donna morì. Era il 15 ottobre. La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto una condanna a vent’anni di reclusione. Alessio Burtone, pugile, sarebbe stato coinvolto in passato in altri due episodi di aggressione. Nella sua requisitoria, il pm Calaresu ha ricostruito le fasi del litigio tra il giovane e l’infermiera, descrivendo il pugno sferrato da Burtone come un diretto tirato dritto al mento della donna. Per la pubblica accusa non vi sarebbero dubbi che la riconducibilità della morte di Maricica sia nel colpo inferto da Burtone che avrebbe causato una frattura cranica con conseguente emorragia cerebrale. Quello di Burtone, secondo la Procura, non fu legittima difesa in quanto l’infermiera non lo avrebbe provocato e non vi sarebbe stata proporzionalità tra il presunto pericolo, le asserite minacce proferite da Maricica, e la reazione del giovane pugile.

TALITA FREZZI

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