Uccide l’ex amante, suicida il sessantenne armato barricato nel Duomo di Cervia

CESENA, 31 MAGGIO ’12 – Si è suicidato sparandosi rivolgendo l’arma contro se stesso. Il confine. Il limbo tra una storia finita e la sua accettazione. La ricostruzione, che spesso avviene solo da una parte mentre l’altra, ferita, distrutta, cade a pezzi. Quel confine è stato varcato inesorabilmente questa mattina verso le 9, da un uomo che ha esploso tre colpi di pistola contro la donna con cui aveva avuto una breve relazione. L’ha uccisa, perché lei lo aveva lasciato. Perchè lui cadeva a pezzi e non voleva finire distrutto da solo. I due ex amanti si sarebbero incontrati in casa della figlia di lui, amica della vittima. La vittima (Sabrina Blotti, 45 anni, separata dal marito dallo scorso autunno e madre di due figli) era ospite a casa della sua amica, quando il padre sessantenne suo ‘ex’, l’avrebbe raggiunta per parlare, litigare di nuovo. La donna ha provato a scappare, è entrata in macchina nel suo fuoristrada Ford, ha acceso il motore. Ma il sessantenne, già entrato in macchina a sua volta, avrebbe provato a fermarla, forse anche a chiedere una riappacificazione. La lite è degenerata. Poi quei tre colpi di pistola, il parabrezza che scoppia e attira l’attenzione di alcuni muratori che stavano lavorando nel cantiere di fronte all’abitazione, in via Mameli. I lavoratori vedono tutto e riconoscono l’omicida, chiamano aiuto, provano a braccarlo lanciandogli addosso delle tavole di legno per ostacolargli la fuga. Inizia una caccia all’uomo che coinvolge polizia e carabinieri. Lo cercano verso la zona di San Mauro in Valle, verso il quale il fuggitivo si stava dirigendo. Mentre i medici dell’ospedale di Cesena constatavano la morte di Sabrina Blotti, le forze dell’ordine dispiegate cercavano il suo assassino che intanto ha raggiunto il Duomo di Cervia e si è asserragliato dentro. Di fronte alla chiesa si sta formando un cordone di inquirenti e forze dell’ordine, dentro – stando alle informazioni trapelate – sarebbero entrati per cercare una mediazione il parroco don Umberto Paganelli, il procuratore capo di Ravenna Roberto Mescolini e i sostituti Roberto Ceroni (Pm di turno) e Angela Scorza. Con loro anche i vertici di polizia e carabinieri di Cesena e Ravenna. Sono stati esplosi alcuni colpi all’esterno della chiesa. Sembra che dentro, l’uomo sia seduto sull’altare, puntandosi la pistola al capo e al petto. Le autorità, con il sostegno del parroco, stanno cercando di calmarlo e di farsi consegnare l’arma.

TALITA FREZZI

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