Tweet ‘occhio alla polizia’, polemiche per i cinguettii salva-patenti


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BRASILIA, 13 FEBBRAIO ’12 – Non passate in quella strada stasera, ci sono le pattuglie della polizia con l’alcoltest. E come non dar retta a un uccellino tanto solerte che avverte gli automobilisti un po’ brilli di cambiare strada e salvarsi dalle multe per la guida in stato d’ebbrezza? E’ polemica sul web in Brasile per la pagina Twitter che in tempo reale, avverte sulla posizione delle pattuglie della polizia per i controlli alcolemici. Una pagina sul sito di microblogging fornirebbe infatti preziose indicazioni, quasi sempre seguite, per battere quelle strade dove non sono istituiti i posti di blocco. Un tweet salva-patenti, ma che rischia di vanificare il lavoro di monitoraggio degli agenti sul territorio, specie nei weekend. La vicenda è stata amplificata tanto che nell’acceso dibattito sulla libertà di espressione/scrittura sul web, sui diritti di chi gestisce il sito, sui limiti e copyright di Internet si colloca ora anche la decisione di un giudice di Brasilia che si appella alla stessa Twitter negli Stati Uniti e chiede che questi account-anti palloncino spariscano dalla rete. Secondo il giudice insomma, l’attività in tempo reale del sito – che cliccatissimo in alcune città del Brasile consente di dribblare le strade con i posti di blocco ed eludere quindi il controllo – deve immediatamente cessare.

La polemica impazza. Si tratta di censura o una decisione per ristabilire la legge? Per analizzarne meglio gli aspetti, sul web viene messo in risalto il caso dell’account #leisecarj a Rio De Janeiro: 290 mila follower, terzo Oscar mondiale della categoria e da oggi, una fascia a lutto per il blackout del sito. Da questo account partono le segnalazioni dagli stessi utenti, che nel giro di una manciata di minuti, avvertono su tutto quello che può essere di pubblica utilità per un automobilista, non solo sui posti di blocco col palloncino, ma anche sulle file, sulla densità di traffico, eventuali incidenti, incendi, sparatorie, aiuta a scegliere i percorsi migliori. Poi c’è l’altro aspetto, che appassiona i giuristi: i dispositivi gps che segnalano gli autovelox, sono forse proibiti? E gli americani sulle highway con i dispositivi antiradar sulle automobili? Non sono illegali, eppure fungerebbero alla stessa finalità,cioè agevolare l’automobilista.

TALITA FREZZI

D: Ma avvisare qualcuno per evitargli una possibile sanzione da noi in Italia sarebbe vietato?

R: A mio avviso no. Mettere in guardia qualcuno di controlli e verifiche, non sfruttando canali illeciti (ad esempio un pubblico ufficiale che avvisa qualcuno di un prossimo controllo) ma semplicemente scambiando dati tangibili non è assolutamente nulla di illecito o vietato. Anzi, si potrebbe pensare ad una funzione dissuasiva non dissimile da quella svolta dai cartelli di segnalazione – obbligatori- per gli autovelox mobile e fissi.

AVV.TOMMASO ROSSI

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