Truffa della ricarica telefonica: denunciato un campano

PORTO RECANATI, 20 MAGGIo ’13- Ha chiamato ad un negozio che effettua ricariche di cellulari di Porto Recanati ed ha cominciato a raggirare l’addetta alle vendite, per convincerla di effettuare la ricarica del suo cellulare. È partito con una serie di “lei non sa chi sono io”, intimorendo la povera venditrice. Da intimo amico del proprietario a persona molto vicina alle forze dell’ordine del paese. Ha cominciato a sparare nomi di appartenenti alle istituzioni e, vuoi o non vuoi, alla fine è riuscita a convincerla: effettuata la ricarica di ben € 400 sulla sua prepagata, ma del millantatore di conoscenze, neanche l’ombra. Si è rivolta con fiducia alle autorità, quelle vere, nella persona del comandante della stazione di Porto recanati, il Luogotenente Giuseppino Carbonari. Raccontata la storia, i carabinieri della Stazione di Viale Europa, in poco tempo hanno individuato il truffatore. Diceva di conoscere bene le forze dell’ordine ed effettivamente sono loro a conoscere bene lui, perché ha già commesso una sfilza di episodi analoghi in tutt’Italia. Si tratta di un campano evidentemente mai venuto a Porto recanati. Ma gli sarà bastata una  navigatina su internet per scoprire i nomi del proprietario dell’esercizio e di autorità del luogo, così da rendere credibile il suo raggiro.

Denunciato per truffa e millantato  credito alla Procura di Macerata.

LA REDAZIONE

D: In cosa consiste il reato di truffa?

R: Punisce chiunque, con artifici e raggiri, inducendo qualcuno in errore, procura a sè o agli altri un ingiusto profitto con altrui danno. La pena prevista è quella della reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa fino a 1.032 euro, in caso, però, di ipotesi aggravate la reclusione è da 1 a 5 anni e la multa da 309 a 1549 euro. Nel caso di specie potrebbe ravvisarsi anche la c.d. continuazione che prevede per chi con più azioni o omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso commette più violazioni della stessa o diverse disposizioni di legge, l’applicazione della pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata fino al triplo.

D: In cosa consiste l’accusa di millantato credito?

R: Il reato di millantato credito consiste nel ricevere o accettare la promessa di denaro o altra utilità come prezzo dell’attività di mediazione con un pubblico ufficiale, un pubblico impiegato o un incaricato di pubblico servizio ovvero, nella sua forma aggravata, con il pretesto di dover comprare il favore di un pubblico ufficiale o di un pubblico impiegato. La pena per il millantato credito è quella della reclusione da uno a cinque anni (oltre una multa), nella fattispecie aggravata, quella della reclusione da due a sei anni (oltre una multa).

D: Un indagato ha l’obbligo di presentarsi per rendere interrogatorio durante le indagini?

R: No, è obbligatorio concedere all’indagato la facoltà di rendere interrogatorio ma per l’indagato è una facoltà decidere di rispondere o avvalersi della facoltà di non rispondere.

AVV. TOMMASO ROSSI


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