Triplice omicidio in Calabria, il killer ai pm: ‘mi hanno sparato, ho reagito’

REGGIO CALABRIA, 2 SETTEMBRE ’12 – Il triplice omicidio di Rizziconi, nella piana di Gioia Tauro, avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, ha un responsabile. Ieri la Procura di Palmi aveva emesso un provvedimento di fermo nei confronti del presunto omicida, identificato in Francesco Ascone, 35enne  incensurato. Le vittime della notte di sangue e follia, sono padre e due figli: Remo Borgese, 48 anni, e i figli Antonio e Francesco (27 e 21). Un cugino, Antonino Borgese è rimasto gravemente ferito. Il ragazzo presunto responsabile della mattanza, rintracciato e arrestato, è stato sentito dai pm della Procura ai quali avrebbe dichiarato che alla base della lite culminata nella strage, vi sarebbe stata una lite per futili motivi, pare un banale rimprovero per degli schiamazzi in cortile. Ascone avrebbe detto ai pm di Palmi di aver reagito ad una aggressione a colpi di fucile. Così si sarebbe giustificato davanti ai magistrati, dopo aver confessato l’omicidio a Rizziconi di padre e figli. Alla base del triplice omicidio ci sarebbe stato un litigio tra Francesco Ascone e il più piccolo dei fratelli Borgese, Francesco, a causa di un rimprovero per degli schiamazzi sotto casa dell’omicida. Invece del chiarimento, avrebbero aperto il fuoco. E poi la strage. Ascone è accusato di triplice omicidio della famiglia Borgese e di tentato omicidio del cugino.

TALITA FREZZI

 

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