Tre detenuti muoiono nel giro di poche ore. La Uil denuncia temperature polari nelle celle

ROMA, 13 FEBBRAIO ’12 – Sono morti nel giro di poche ore tre detenuti a Bologna, Campobasso e Roma. Si tratta di un 36enne recluso nel penitenziario di Regina Coeli che sembra abbia perso la vita in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti e di altre due persone che hanno accusato dei malori improvvisi nelle carceri di Bologna e Campobasso. Il segretario generale Uil Penitenziari, Eugenio Sarno, non considera una casualità che questi ultimi due casi siano avvenuti in strutture con evidenti problemi di climatizzazione e sottolinea che “i decessi si sono verificati in zone particolarmente colpite dal maltempo e dalla temperature rigide”. Il segretario spiega inoltre che negli uffici amministrativi del penitenziario di Campobasso si è costretti persino ad aprire le finestre a causa delle temperature elevate dei riscaldamenti, mentre agenti penitenziari e detenuti sono costretti a sopportare le temperature polari degli ambienti detentivi. Anche a Bologna le cose non vanno come dovrebbero poiché seppure i riscaldamenti funzionano con una certa regolarità, non bastano a soddisfare le esigenze di tutti gli spazi della struttura “con il risultato che chi lavora e vive in quegli ambienti ha l’impressione di essere in frigorifero”. Nel penitenziario romano di Regina Coeli alcuni volontari hanno portato coperte ad agenti e detenuti, e la sesta sezione è stata sfollata perché manca l’acqua e quindi gli ambienti non sono riscaldati. Per non parlare poi delle strutture peninsulari come quella di Agrigento. La questione dei riscaldamenti deve essere prioritaria, sottolinea ancora Sarno, mentre la sicurezza e la igiene delle strutture sono questioni sulle quali il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non vuole confrontarsi. Ecco quindi che a Bolzano per esempio, la sentinella si monta in un gelido box di plexiglass mentre altrove in posti scoperti senza l’ausilio di stufette perché vietate dalla direzione.

ELEONORA DOTTORI

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