Travolge in auto e uccide una madre e due figli. Niente carcere per il responsabile e patente ancora in tasca

TRAPANI, 15 GIUGNO ’12 – Condannato a due anni con sospensione della pena Fabio Gulotta, 22 anni, non trascorrerà un solo giorno dietro le sbarre. Era stato lui il 15 gennaio dell’anno scorso, a bordo della sua Bmw, a sfrecciare a 120 chilometri orari per le strade di Campobello di Mazara, provincia di Trapani. Una pazza corsa per le vie del centro cittadino terminata nell’impatto con una Fiat 600, l’auto della famiglia Quinci che stava rientrando a casa. Morirono Lidia Mangiaracina, 37 anni, e i figli Martina e Vito, di 12 e 10 anni, il capofamiglia Baldassarre Quinci, 43 anni, maresciallo dell’aeronautica, sopravvissuto all’incidente, si tolse la vita sei mesi dopo. Un dolore troppo grande per essere sopportato al quale si aggiunse la beffa, Baldassarre Quinci infatti venne accusato di concorso di colpa e così decise di farla finita impiccandosi ad una trave. L’unico della famiglia a seguire il processo è Nicola Mangiaracina, fratello di Lidia, sarà lui ad incassare per tutti l’ultimo beffardo colpo, forse il peggiore: il giudice per le indagini preliminari ha infatti condannato Fabio Gulotta a due anni di carcere con sospensione della pena; il ragazzo era accusato di omicidio colposo plurimo e pertanto rischiava dagli otto ai 10 anni che con il patteggiamento di sono ridotti a due. E lui, Fabio Gulotta, in carcere non ci andrà proprio perché condannato a due anni con sospensione della pena. Arrabbiato, deluso e amareggiato Nicola Mangiaracina dopo la condanna si è concesso ai giornalisti di Corriere.it: “Giustizia è fatta” ha commentato e riguardo alla tesi sostenuta dai legali del ragazzo, e cioè che non era ubriaco, ha aggiunto “questa è un’aggravante vuol dire che lucidamente andava a quella velocità per le stradine di un centro abitato”. Senza parole anche l’avvocato della famiglia Quinci che ai giornalisti ricorda un altro triste particolare: al responsabile della tragedia non è stata, al momento, neppure ritirata la patente.

ELEONORA DOTTORI

 

D: Il responsabile dell’incidente non trascorrerà la pena in carcere quindi sarà ai domiciliari?

R: No, la pena è stata sospesa con la condizionale, quindi – salvo revoca successiva per la commissione di altri reati della stessa indole nel termine di 5 anni o riporti una pena per un reato precedente che, sommata, faccia oltrepassare il limite di due anni di reclusione entro il quale è possibile sospendere la pena..

D: Quando è possibile ricorrere al patteggiamento?

R: L’applicazione della pena su richiesta delle parti (c.d. patteggiamento) è un procedimento penale speciale per cui l’indagato (se in fase di indagini preliminari) o l’imputato (se dopo la richiesta di rinvio a giudizio – in udienza preliminare o avanti al tribunale monocratico nei casi di citazione diretta) ed il pubblico ministero (è necessario l’accordo di entrambe le parti) possono chiedere l’applicazione di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria diminuita fino ad un terzo o una pena detentiva qualora questa, diminuita fino ad un terzo e tenuto conto delle circostanze, non supera i 5 anni (soli o insieme a pena pecuniaria). Tale limite di pena è abbassato a 2 anni (soli o congiunti a pena pecuniaria) per alcune categorie di soggetti (ad es. delinquenti abituali) e per alcuni tipi di reato (es. i reati di grave allarme sociale tra cui l’associazione mafiosa, i delitti con finalità di terrorismo, quelli attinenti alla prostituzione o pornografia minorile).Il patteggiamento comporta la rinuncia al dibattimento e può essere subordinato alla concessione della sospensione condizionale della pena che, però, può essere ammessa soltanto se si ha una condanna alla reclusione non superiore a 2 anni ovvero una condanna ad una pena pecuniaria che, da sola o insieme alla pena detentiva (attraverso un meccanismo di ragguaglio), non superi comunque i 2 anni complessivi.

AVV.TOMMASO ROSSI

Print Friendly
FacebookLinkedIn

One Response

  1. Pasquale Anzalotta
    Pasquale Anzalotta at |

    VERGOGNATEVI SIGNORONI GIUDICI E TU FABIO GULOTTA SE HAI UNA COSCIENZA IMPICCATI

    Reply

Leave a Reply