POGGIO SAN MARCELLO, 22 LUGLIO ’12 – La morte lo ghermisce alla fine di un rettilineo, in contrada Santa Maria del Monte mentre stava tornando a casa, nella sua piccola Poggio San Marcello. Il tragico incidente stradale è successo ieri sera, poco prima delle ore 20. Ha perso la vita in sella alla sua amata Ducati Monster il 30enne Dino Orienti, dipendente del Cis-Centro Intercomunale Servizi di Moie. La sua motocicletta si è scontrata, per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri, con un’Alfa 147 che lo precedeva lungo la stessa strada e che pare stesse effettuando una manovra. Le testimonianze della dinamica, raccolte dai carabinieri di Castelplanio e Jesi, saranno confrontate con i parametri oggettivi emersi dai rilievi di legge. Dino Orienti è morto quasi sul colpo, ogni tentativo di soccorso e di rianimazione da parte dei medici del 118 si è rivelato purtroppo inutile. Sotto choc il sessantenne C.B., dipendente del Comune di Mergo in pensione, che si trovava alla guida della macchina. La salma è stata trasportata all’obitorio di Jesi, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Intanto il dolore per la morte del giovane, “Dinx” come si faceva chiamare su Facebook, corre sul web ed è condiviso dalla comunità di Poggio San Marcello che si stringe ai familiari.
TALITA FREZZI
D: Di cosa potrebbe essere accusato l’automobilista, qualora si accerti che ha delle responsabilità nell’incidente?
R: Gli potrebbe venire contestato il reato di omicidio colposo, che si ha quando si cagiona la morte di una persona per colpa (cioè evento non voluto, ma verificatosi a causa di imprudenza, imperizia, negligenza o inosservanza di leggi), ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Quando viene compiuto con violazione delle norme sulla circolazione stradale la pena va da 2 a 7 anni. Si dibatte spesso se il reato, compiuto da soggetto che vada ad altissima velocità, debba essere inquadrato come omicidio colposo o volontario, seppure nella forma del dolo eventuale. Il “dolo eventuale” è una forma di imputazione del reato consistente nell’aver agito rappresentandosi la concreta possibilità di realizzazione del fatto di reato e accettando il rischio del verificarsi dello stesso. Sottile è la distinzione con la c.d. “colpa cosciente” o “con previsione” (che è una aggravante comune che comporta un aumento fino ad un terzo della pena prevista per ipotesi di reato colposo semplice) è una forma della colpa che consiste nell’aver agito con rappresentazione della mera possibilità di realizzazione del fatto di reato senza però accettazione del rischio ossia con convinzione che il fatto medesimo non si sarebbe verificato.
D: Quando viene disposta l’autopsia?
R: Per la normativa in materia funeraria non può procedersi immediatamente alle esequie (con cremazione o sepoltura) se non dopo un lasso minimo di tempo necessario a verificare che non si tratti di morte apparente, tant’è che può procedersi subito al funerale solo nel caso in cui si tratti di decesso causato da “decapitazione o spappolamento”, casi in cui il soggetto risulta palesemente ed incontestabilmente morto. La salma rimane quindi a disposizione del personale sanitario, che potrebbe disporre l’autopsia quando non sia evidente la causa di morte. Nel periodo intermedio l’Autorità Giudiziaria, qualora vi sia il sospetto che la morte possa essere connessa o derivata da un fatto-reato, potrà disporre il sequestro della salma e la sua conservazione, per poi eseguire al più presto l’esame autoptico con tutti i rilievi e gli accertamenti necessari, nella forma dell’accertamento urgente e non ripetibile previsto dall’articolo 360 del Codice di Procedura Penale. Dall’esame autoptico si riescono a verificare importanti particolari, come l’orario del decesso, la posizione, l’eventuale arma usata, il tipo di violenza esercitata e le connotazioni personali del colpevole, etc.
AVV.TOMMASO ROSSI


