Tragedia in caserma nel casertano: comandante spara al vice e poi si suicida con l’arma di ordinanza.

CASERTA, 22 GIUGNO ’12 – Ieri, all’interno della caserma di Mignano Montelungo, nel casertano, una lite tra due carabinieri si è trasformata in tragedia: Angelo Simone, 52 anni, e Tommasino Mella, 42 anni, sono morti a seguito di una sparatoria. Si tratterebbe di un episodio di omicidio-suicidio. All’origine della tragedia ci sarebbero dissidi per questioni di servizio tra il comandante Simone e il vice Mella. In particolare, in base alle spiegazioni che il comandante provinciale dei carabinieri di Caserta Crescenzio Nardone ha fornito ai giornalisti, sembrerebbe che ad accendere la miccia siano stati alcuni accertamenti sulla contabilità dei carburanti avviati su richiesta del vice comandante Mella.

La dinamica. Ieri mattina il comandante e il suo vice sarebbero usciti in auto per servizio. Una volta rientrati in caserma, poco prima delle dieci, la lite furibonda. Poi gli spari. Secondo la ricostruzione, sarebbe stato il comandante Simone a sparare con l’arma di ordinanza al commilitone, che si trovava seduto alla scrivania di spalle. Poi, imboccando il corridoio, Simone si sarebbe sparato alla tempia. Il carabiniere che faceva da piantone, uditi gli spari, si è precipitato in soccorso, ma non c’è stato nulla da fare: al suo arrivo i colleghi erano già morti. Poco dopo è stato condotto sotto choc in ospedale a bordo di un’ambulanza del 118.

Le vittime. Angelo Simone, la mano della tragedia, aveva 52 anni, era comandante maresciallo dei carabinieri del luogo ed era residente nella vicina Alvignano, un centro non lontano dal luogo della tragedia. Era separato, con due figli, e in molti lo descrivono come “autoritario”. Tommasino Mella, invece, 42enne, era il suo vice. Era residente in provincia di Frosinone, a Sora, e proveniva da una famiglia di militari. Descritto come un uomo buono, “amico di tutti”, ma rigoroso, era sposato e aveva una bambina.

I testimoni. Sul posto è arrivato immediatamente il comandante della Legione Campania, generale Carmine Adinolfi, i carabinieri del reparto operativo di Caserta e un pm della procura di Cassino. Alcuni vicini e i dipendenti di un negozio situato vicino alla caserma hanno dichiarato: “Abbiamo sentito diversi colpi di pistola poco prima delle 10.00, siamo corsi in strada e subito abbiamo capito che doveva essere accaduto qualcosa di molto grave”. A parlare è anche Giuseppe Vecchiarino, sindaco di San Pietro in Finis (un Comune limitrofo a Mignano), che ha detto: “ciò che è accaduto non si cancellerà dalla memoria della comunità”.

FEDERICA FIORDELMONDO

Print Friendly
FacebookLinkedIn

Leave a Reply