Torturato e rinchiuso a Guantanamo da 10 anni senza capi d’accusa nè processo

GUANTANAMO, 31 MARZO ’12 – Detenuto e torturato nel carcere di Guantanamo da 10 anni, eppure su di lui non pendono capi d’accusa e tanto meno è in corso un processo. Abu Zubaida era stato definito dall’ex presidente americano George W. Bush come “il numero 3 di Al Qaeda”, “capo delle operazioni a diretto contatto con Osama Bin Laden”, nonché personalmente coinvolto negli attentati dell’11 settembre, e per questo motivo quando fu catturato venne rinchiuso per quattro anni e mezzo nelle prigioni segrete della Cia e poi nel penitenziario di massima sicurezza statunitense.

La denuncia dell’avvocato. È stato il suo avvocato Amanda Jacobsen a scrivere di recente un articolo pubblicato sul Washington Post dove chiede che al suo assistito venga concessa la possibilità di comparire di fronte ad un giudice, visto che da 10 anni è prigioniero senza essere incriminato.Quando la gente mi chiede se Abu Zubaida sia colpevole, l’unica cosa che posso rispondere è che è il momento di scoprilo – si legge nell’articolo – il governo ha avuto 10 anni per mettere insieme il caso, chi crede che Zubaida sia un terrorista dovrebbe presentare le accuse di fronte ad un tribunale e permettere a lui di difendersi”. Il legale, inoltre, ha sottolineato come l’intelligence americana negli anni scorsi aveva smentito che Zubaida fosse un membro di Al Qaeda.

Le torture. Intanto a Guantanamo Zubaida ha subito per 83 volte la tortura del waterboarding (che consiste nell’immobilizzare una persona in una tavola inclinata, i piedi sono più in alto rispetto al resto del corpo, e con un annaffiatoio viene versata dell’acqua sul viso. Una sorta di annegamento controllato). Il detenuto di fronte ad una commissione militare nel 2007 ha testimoniato, visto che i 90 video dei suoi interrogatori erano stati distrutti, che per mesi ha subito torture e sofferenze come confermato dai medici che gli hanno detto di essere morto per 4 volte.

L’errore delle autorità americane. L’avvocato Jacobsen nega che Abu Zubaida non sia stato processato perché torturato, poiché il governo avrebbe ammesso che altri due detenuti sarebbero stati sottoposti al waterboarding, Khalid Sheik Mohammed e Abd al-Rahim al Nashiri, entrambi però già incriminati. Il legale, quindi, sostiene che le autorità americane abbiamo commesso un errore nella valutazione delle responsabilità del suo assistito nella rete terroristica e solo per questo motivo non è stato avviato alcun processo.

ELEONORA DOTTORI

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