Terremoto dell’Aquila: Bertolaso indagato per omicidio colposo plurimo


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L’AQUILA, 25 GENNAIO ’12 – Il 31 marzo 2009, cinque giorni prima del devastante sisma che colpì il capoluogo abruzzese e che costò la vita a 309 persone, oltre a distruggere quasi completamente la città, a l’Aquila si era tenuta una riunione della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile, convocata proprio per valutare la situazione dopo che da lungo tempo sul territorio si continuavano a rilevare scosse sismiche. Il 5 aprile, la terra tremò più forte e fu la tragedia. Ha avuto inizio in settembre il processo ai membri di quella Commissione, che evidentemente non seppero valutare a dovere il rischio o che comunque lo sottovalutarono. In 7 sono accusati di omicidio plurimo aggravato e disastro colposo, anche per le rassicurazioni (tragicamente sbagliate) che furono date allea cittadinanza in merito alla possibilità di un imminente terremoto: fra essi dirigenti della Protezione Civile, sismologi altamente qualificati e anche un docente universitario ). In quell’inchiesta Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile, avrebbe dovuto essere sentito come testimone, ma ora la sua posizione è cambiata. Bertolaso risulta indagato per gli stessi reati contestati alla Commissione Grandi Rischi e come tale dovrà risponderne : l’inchiesta è stata affidata al sostituto Procuratore Fabio Piculli, lo stesso che gestisce l’indagine principale sulla Commissione.

Tutto è partito da una denuncia fatta nei confronti di Bertolaso dall’avvocato aquilano Antonio Valentini e fondata su una intercettazione telefonica del 30 marzo 2009 fra l’ex capo della Protezione Civile e l’assessore regionale Daniela Citati. Bertolaso parlava della riunione della Commissione Grandi Rischi convocata per il giorno successivo e la definiva come una perdita di tempo: una mera ‘operazione mediatica’ messa in atto solo per ‘ tranquillizzare la gente’, ribadendo che nessuno era realmente preoccupato, ma bisognava ‘zittire qualsiasi imbecille e placare illazioni, preoccupazioni’. Quella intercettazione proviene dall’inchiesta sui grandi eventi e sul G8 alla Maddalena, dove lo stesso Bertolaso era indagato. L’accusa ora mossa dalla Procura dell’Aquila all’ex capo della Protezione Civile è quella di omicidio colposo plurimo, integrata da una ulteriore denuncia in tal senso mossa dal Prc aquilano.

I magistrati stanno valutando l’ipotesi di riunire i due processi ( quello in corso contro la Commissione e il nuovo contro Bertolaso ) in uno unico, ma probabilmente andrà istruito uno nuovo procedimento, con nuova fase dibattimentale.

Ai tempi, il Comune dell’Aquila bocciò a larga maggioranza la proposta di rendere Bertolaso cittadino onorario. Ora la Procura dovrà indagare su sue potenziali responsabilità nel sottovalutare gli eventi.

ANDREA DATTILO

 

D: Quando due procedimenti possono essere riuniti?

R: La riunione tra più processi si può avere quando pendono allo stesso stato e grado (es . udienza preliminare- udienza preliminare/ primo grado- primo grado) davanti al medesimo Giudice nei casi di connessione tra procedimenti.

D: La Commissione si riunì il 31 marzo dopo che le scosse si avvertivano da mesi, il sisma catastrofico fu il 5 aprile: si sarebbe potuto ordinare uno sgombero preventivo o comunque come si sarebbe potuto agire, nella consapevolezza che un terremoto non risulta scientificamente prevedibile?

R: E’ proprio su questi punti che si giocherà il processo e punteranno le difese degli indagati, almeno ritengo. Bisognerà capire se e quanto la cosa poteva essere probabile e quanto tale probabilità avrebbe dovuto imporre maggiori cautele.

D: La telefonata di Bertolaso, sapendo ciò che avvenne poi, risulta odiosa, ma una previsione errata può giustificare una accusa di omicidio colposo plurimo?

R: Dipende. La colpa può essere determinata da un comportamento commissivo (incidente stradale in cui si investe una persona) o omissivo, quando si ha l’obbligo giuridico di impedire l’evento in virtù di una posizione di garanzia verso il o i soggetti vittime (es. la madre che si distrae al mare ed il bimbo piccolo affoga). Ecco, questo secondo potrebbe essere il caso, ma è tutto da valutare e ricostruire.

D: Che pena si avrebbe?

R: L’omicidio colposo si ha quando si cagiona la morte di una persona per colpa (cioè evento non voluto, ma verificatosi a causa di imprudenza, imperizia, negligenza o inosservanza di leggi), ed è punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni.
Nel caso, come questo, di morte di più persone ( o di morte e lesioni di più persone) si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni, aumentata fino al triplo, ma la pena complessiva non può superare i 15 anni di reclusione. In questo caso, quindi, i soggetti rischierebbero 15 anni di carcere.

AVV.TOMMASO ROSSI

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