Tensione a Pescara: si temono scontri violenti tra ultrà e rom dopo l’omicidio di Domenico Rigante

PESCARA, 14 MAGGIO ’12 – C’è tensione a Pescara dopo l’omicidio di Domenico Rigante, il 24enne ucciso con un colpo di pistola alla testa, sparato da alcuni rom lo scorso primo maggio per saldare un conto in sospeso con il fratello gemello della vittima, Antonio, che viveva con lui nell’appartamento di via Luigi Polacchi dove il giovane è stato assassinato. Secondo le indagini pare che Antonio avesse avuto uno scontro con i rom nel centro della città e quindi quella pallottola era destinata a lui. Sabato il Pescara di Zeman ha battuto per due reti a zero il Torino nel corso dell’incontro più atteso e il più importante della stagione. A sancire la vittoria dei biancazzurri i gol di Immobile e Insigne davanti a 21mila spettatori che per ricordare il 24enne hanno mostrato uno striscione con scritto “Domenico nel cuore”. Forse proprio la vittoria contro il Torino e la conquista del primo posto in classifica ha scongiurato l’annunciata offensiva degli ultrà contro i rom, ma la calma potrebbe essere solo momentanea. Le forze dell’ordine, schierate nelle zone più a rischio, hanno tenuto alta la guardia per ore ed ore. C’è chi sostiene che i rom si siano barricati in casa per paura della rappresaglia e chi invece considera questo atteggiamento una strategia precisa: i rom avrebbero lasciato vuote molte delle loro abitazioni per barricarsi, in gruppi numerosi e armati, in appartamenti diventati una sorta di roccaforti pronti a respingere l’attacco degli ultrà. Le forze dell’ordine hanno fatto sapere di aver sequestrato armi e oggetti atti ad offendere dalle case dei rom che però potrebbero essersi rivolti ai parenti di San Severo, nel Foggiano, proprio per chiedere armi e sostegno. Intanto nel quartiere pescarese di Rancitelli continua il presidio della polizia, l’impressione è che non basterà che la giustizia faccia il suo corso nonostante l’impegno delle forze dell’ordine che hanno già arrestato Massimo Ciarelli, il capo della spedizione punitiva ora rinchiuso nel carcere di Vasto, mentre tre suoi cugini e un nipote che avrebbero partecipato all’agguato sono rinchiusi a San Donato. Le indagini proseguono per individuare altre persone coinvolte nell’omicidio di Domenico Rigante e non ancora identificate.

ELEONORA DOTTORI

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