Sull’Etna la festa con coppole e pizzini. Il “Baciamo le mani party” che indigna

CATANIA, 23 APRILE ’12 – Si è svolto sabato scorso il “Baciamo le mani party”, la festa organizzata all’hotel Villa paradiso dell’Etna di Viagrande che ha destato l’indignazione dell’associazione Libera di Don Ciotti. Rigida la selezione all’ingresso: coppola, gilet, camicia bianca e pizzini per lui, stile Monica Bellucci in Malèna per lei. Il mito della Sicilia criminale è stato servito con un invito che spiegava, o meglio sarebbe dire giustificava, il tema della festa: “Un modo irriverente di vedere la Nostra Sicilia, un ritorno al passato, al primo Novecento di quella Sicilia rurale, feudale, contadina di stampo prettamente agricolo che poi esportò fuori dai confini tante illustri personalità ma anche alcune particolari caratteristiche fatte di Vossignoria e di Mammasantissima”. Particolari caratteristiche di cui sarebbe meglio non andare orgogliosi. I tutto sulle note del film “il padrino”. Con “dolore e inquietudine” l’associazione Libera ha commentato la vicenda: “Noi – in nome di tutte le vittime della mafia e dei loro parenti che rappresentano la parte migliore della storia del nostro Paese – crediamo che ci sia davvero poco di simpatico nel riaggiornare il mito della peggiore Sicilia criminale e ci vergogniamo del riferimento iconico alla “sicilianità con [...] Coppola, Gilet, Camicia Bianca e pizzini”.
Il nostro auspicio è che tali manifestazioni di colpevole nostalgia non abbiano seguito presso la larga parte di cittadinanza che crede nel valore della Memoria”. Sulla pagina ufficiale della festa su Facebook non sono mancate le critiche da parte degli utenti che, come Libera, ritengono che la Sicilia non vada di certo celebrata per la mafia.

ELEONORA DOTTORI


 

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