Sulla Concordia in ‘ritiro spirituale’.Salvo dal naufragio ma non da Facebook


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MILANO, 27 GENNAIO ’12 – La sua potrebbe essere la storia di uno dei superstiti al terribile naufragio della nave da crociera Costa Concordia del 13 gennaio scorso di fronte a Isola del Giglio. Solo che il naufrago è un sacerdote che avrebbe dovuto trovarsi in ritiro spirituale, non in vacanza sul Mediterraneo. La verità viene a galla tristemente, con i relitti della Concordia, sul mare globale di Facebook, da un post della nipote. “Siamo salvi: io, nonna e zio (don Massimo Donghi), saliti appena in tempo sulle scialuppe”, più o meno il tenore del post rivelatore era questo. Le stesse scialuppe che hanno traghettato don Massimo verso il pubblico sconcerto quando la comunità di Besana Brianza – dove il religioso è reggente della parrocchia – ha scoperto il luogo “silenzioso e ameno” del ritiro spirituale annunciato. La notizia ha fatto il giro del web, sollevando curiosità ma anche stupore. E sono in particolare i fedeli di “don Max” (così lo chiamano i ragazzi di Besana, dove il sacerdote è responsabile degli oratori, della catechesi e dell’Unione pastorale giovanile) a restare di stucco. Certo, il divertimento, la navigazione sul Mediterraneo, i mille comfort, le piscine a bordo, le luci, la discoteca per i passeggeri, gli eventi organizzati per allietare la traversata, ben poco hanno a che fare con i luoghi classici deputati ai ritiri spirituali. O almeno, a quelli che comunemente ci si aspetterebbe. Quando don Massimo aveva annunciato che avrebbe lasciato per un breve periodo la parrocchia concedendosi tempo per un ritiro spirituale, nessuno avrebbe mai immaginato che invece se ne andasse in crociera con i familiari. E se la Concordia non avesse naufragato, forse nessuno l’avrebbe mai saputo. Ora i parrocchiani di Besana Brianza chiedono chiarimenti. E anche l’ultima fase di questa storia magari la leggeremo riportata in qualche post vagante su Facebook.

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