Stragi naziste: Berlino vince ricorso contro Roma. La Germania non dovrà risarcire le vittime del Terzo Reich.

BRUXELLES, 4 GENNAIO ’12 – Ieri la Corte internazionale di giustizia dell’Aja – il più alto organo giudiziario dell’Onu – ha accolto il ricorso che la Germania aveva proposto contro l’Italia per ottenere il blocco dei versamenti delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. L’Italia “ha mancato di riconoscere l’immunità riconosciuta dal diritto internazionale” a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich, si legge nella sentenza. Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle con un comunicato Ansa ha commentato la sentenza della Corte e ha detto: “Risolveremo ora tutte le questioni inerenti a questo giudizio in collaborazione con i nostri amici italiani, nello spirito di relazioni bilaterali strette e di piena fiducia”. Giulio Terzi, ministro degli Esteri italiano ha poi aggiunto: “Riteniamo che la pronuncia fornisca un utile contributo di chiarimento sopratutto alla luce del riferimento che la Corte fa all’importanza di negoziati tra le due parti per individuare una soluzione”. E’ probabile che i due ministri si riferiscano alla possibilità di trovare un accordo su un risarcimento agli ex internati militari italiani del Terzo Reich. Risarcimento che nel 2000 la Germania aveva negato all’Italia attraverso un cavillo giuridico.

La sentenza. Con la sentenza di ieri, 54 pagine letta in circa 80 minuti, la Corte ha accolto interamente i punti del ricorso presentato dalla Germania che accusava l’Italia di “venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell’immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale”. La Corte dell’Aja ha poi disposto, come era stato richiesto da Berlino, di “ordinare all’Italia di prendere tutte le misure necessarie” affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d’effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi.

Il contenzioso. L’inizio del contenzioso risale al 23 dicembre del 2008, quando Berlino decise di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che riconosceva la Germania responsabile per essere stata “mandante” dei militari nazisti che il 29 giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, e anche al parroco del paese. La sentenza, considerata un “precedente storico”, aveva sancito per la prima volta il diritto per le vittime delle stragi naziste di essere risarcite in seno ad un procedimento penale (in passato c’erano state solo delle sentenze di risarcimento danni nelle cause civili). Nessun altro Paese al mondo aveva mai cercato di intentare una causa di risarcimento nei confronti della Germania, proprio per via della clausola dell’immunità giurisdizionale. L’Italia, invece, aveva voluto rischiare. Il contenzioso tra Roma e Berlino ha portato all’iscrizione di un’ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro culturale italo-tedesco in provincia di Como.

FEDERICA FIORDELMONDO

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