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Strage di Denver: James Holmes una vita da fantasma

Posted by on lug 23rd, 2012 and filed under Estero. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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DENVER, 23 LUGLIO ’12 – In casa aveva un arsenale tra armi ed esplosivi, lui James Holmes che ha fatto irruzione nella sala del cinema con una maschera antigas urlando “sono il Joker!” e sparando all’impazzata. Voleva provocare una strage molto più grande di quei 12 morti nella sala del cinema multi sala Century di Aurora all’anteprima del film “Batman il ritorno”. E l’avrebbe provocata, se solo il caricatore della sua mitragliatrice non si fosse inceppato, come accertato dagli investigatori. Un particolare inquietante che rende ancora più terrificante questa tragedia.Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il fucile semiautomatico AR-15 che Holmes aveva acquistato in un’armeria di Aurora, si è inceppato all’interno del cinema, costringendo il killer a ripiegare su armi “meno micidiali”. Holmes infatti aveva dotato il mitragliatore di un caricatore ad alta capacità, da 100 colpi, in grado quindi di sparare 50-60 colpi al minuto. Avrebbe potuto sterminare tutti gli spettatori. Il bilancio di quella notte di terrore, come riferito dal sindaco, è di 12 vittime e 58 feriti gravi.
Intanto “Batman, il ritorno del cavaliere oscuro” seppur listato a lutto è campione di incassi ai botteghini in tutto il mondo.
Il presidente degli Usa, Barack Obama è volato a Denver per portare il suo omaggio ai familiari delle vittime e far visita ai tanti feriti ricoverati in gravi condizioni negli ospedali cittadini.
La polizia del Colorado continua a scavare nella vita di James Holmes, il killer, per ricostruire i mesi e i giorni antecedenti la strage. Ma questo studente brillante di Neuropsichiatria, 24 anni, sembra un fantasma. Lo hanno infatti ribattezzato così i cronisti degli Usa. “Il fantasma di Denver”: non ci sono tracce dell’esistenza di James Holmes prima della strage. Non aveva un profilo facebook, twitter o su altri social network. Non usciva, niente amici o vita sociale. Nessun contatto umano, come se nessuno gli avesse mai rivolto la parola. La polizia procede con cautela, anche attraverso degli appelli alle persone che potrebbero conoscerlo o averlo incrociato, averci parlato, pur di avere una qualche pista investigativa. Ma nessuno pare che finora sia stato in grado di aiutare le indagini, di spiegare cosa sia successo nella mente brillante di questo studente dopo aver abbandonato gli studi per il dottorato, da quando ha cominciato a ordinare armi, munizioni (ben 6.000 pallottole) ed esplosivi on-line e chiuso in casa, per lunghi mesi ha preparato con estrema precisione la sua strage. Gli inquirenti sono solamente riusciti a sapere che meno di un mese fa, il 25 giugno, ha chiesto l’iscrizione a un poligono privato. Ma Holmes a quel poligono non c’é mai andato. Ed è svanito nel nulla.
Holmes in isolamento.
Il presunto killer, James Holmes, si trova rinchiuso in una cella della contea, in isolamento. Secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, non sembra mostrare rimorso o pentimento, anzi si comporterebbe in modo bizzarro, squilibrato. Sputa alle guardie e a chiunque gli si avvicini. Lo hanno ristretto in isolamento perché molti, anche all’interno del carcere stesso, lo hanno minacciato di morte. Ribattezzato il “killer dei bambini” (la vittima più giovane della strage, era una bambina di 6 anni) in tanti lo vogliono uccidere. Il codice dei detenuti. Holmes rischia la pena di morte, in vigore in Colorado. L’udienza sarà probabilmente breve e aprirà un processo legale che si protrarrà forse per mesi. Il procuratore distrettuale, Carol Chambers, formalizzerà le accuse nei prossimi giorni: si tratterà probabilmente di 70 capi d’accusa, per ognuna delle vittime della strage, inclusi i feriti. Potrebbero aumentare, se di deciderà di contestargli anche le accuse in merito alla sua casa, imbottita di esplosivi, e che avrebbero potuto fare altri morti. Le due domande chiave per questo caso che ha sconvolto l’America, sono per il momento due: se l’accusa chiederà la pena di morte e se la difesa chiederà di deliberare sulla sanità mentale di Holmes e sulle sue capacità di sostenere un processo.
TALITA FREZZI

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