BOLOGNA, 26 LUGLIO ’12 – Il 2 agosto prossimo sarà un anniversario importante, quello della strage alla stazione di Bologna che 32 anni fa, nel 1980, fece contare 85 vittime e 200 feriti. In occasione dell’anniversario della strage (rileggi il nostro approfondimento su http://www.fattodiritto.it/la-strage-alla-stazione-di-bologna-il-fatto-il-processo-i-“nuovi”-indagati ), lunedì in piazza Maggiore sarà proiettato un documentario dal titolo “Un solo errore”, prodotto dall’associazione Pereira. La pellicola contiene assieme alle immagini anche le interviste inedite registrate nel 2010 di Licio Gelli, Maestro Venerabile della Loggia Massonica Propaganda2 (P2) e Valerio Fioravanti, neofascista dei Nar considerato esecutore materiale dell’attentato esplosivo insieme a Francesca Mambro, condannato all’ergastolo in primo grado, assolto in appello e di nuovo condannato al carcere a vita dalla Corte di Cassazione con sentenza definitiva del 23 novembre 1995.
Scioccanti le dichiarazioni contenute nel video. L’ex capo della P2 Licio Gelli (condannato per i depistaggi nell’inchiesta sulla strage), solleva da ogni responsabilità Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, sostenendo che “non ne hanno colpa perché io credo sia stato un mozzicone di sigaretta che è stata lanciata, c’é stato un surriscaldamento ed è esploso, perché la bomba, se c’era la bomba, ma qualche frammento si sarebbe trovato, no?”. Poi immancabili riferimenti al ruolo della P2 e al suo rapporto con lo Stato (“noi abbiamo facilitato lo Stato italiano per tanto tempo, il potere nelle mani lo avevano avuto, era dovuto ai comportamenti amichevoli di quelli che avevano il potere”; “ci avevano riconosciuto e consentito di nominare il capo dei servizi segreti”).
Non compare mai né in audio né in video invece Valerio Fioravanti, l’ex Nar condannato all’ergastolo. La trascrizione dell’intervista viene letta da un efficace doppiatore; un disegno riproduce il volto di Fioravanti. “A noi è andata di lusso – sono le parole attribuite all’ex terrorista – l’ho sempre detto e ringrazio i bolognesi perché hanno esagerato talmente tanto che alla fine veniamo chiamati a rendere conto solo di una cosa che non abbiamo fatto e non di quelle che abbiamo commesso veramente, quindi veniamo perdonati per le cose che abbiamo fatto davvero perché nessuno in fondo ci pensa e discutiamo invece all’infinito di un’altra cosa, è un paradosso. I servizi segreti deviati sono una bestemmia. I servizi segreti devono fare cose deviate, per fare le cose dritte ci stanno la polizia e i carabinieri”. Poi, rivolgendosi a Cossiga, sempre avvolto nell’atmosfera di suspance “la verità la saprà la figlia di tua figlia”. I due protagonisti del video choc etichettano poi l’associazione dei familiari e delle vittime come “politicizzata”, con rappresentanti che fanno politica sul dolore. Bolognesi (il presidente della associazione dei familiari, ndr) chiamato in causa nel video ha solo spiegato per l’ennesima volta che “quella della esplosione fortuita è la pista seguita dalla commissione Mitrokhin. Ma la pista ‘internazionale-casuale’ è quella appoggiata da Licio Gelli. Il fatto che Gelli ed altri (tra cui Cossiga e il terrorista internazionale Carlos, ndr) insistano sulla stessa cosa è un fatto da rilevare”. Il resto dell’intervista, le anticipazioni sul video e le notizie correlate alla commemorazione dell’anniversario della strage, nel numero di “Panorama” già oggi in edicola.
TALITA FREZZI

