Stalker le causa aborto e la cerca 40.000 volte su Google: condannato ex produttore Sky

LONDRA, 29 GENNAIO ’12 – Ha costretto la sua vittima a una vita da incubo, per nove lunghi anni. Anche dopo l’intervento del tribunale che gli vietava di avvicinarsi a lei. Elliott Fogel, ex produttore di Sky Sports News, aveva una vera ossessione per la sua ex compagna di scuola, Claire Waxman. Un’ossessione che nel tempo è diventata malattia e poi, reato. Elliott e Claire si erano conosciuti al College St.Albans, compagni di corso. Le piaceva Claire, molto. Ma per dieci anni l’uomo era riuscito a controllare la sua ossessione, sparendo dalla vita di lei. Ma poi, nel 2003 era tornato a chiamarla. Un invito a cena, che lei aveva rifiutato, è stato la molla impazzita che ha fatto scattare l’incubo. Un lungo e terribile incubo che per la donna è durato nove anni, le ha influenzato e cambiato (in peggio) la vita. Fino a venerdì quando Elliott Fogel, oggi trentasettenne, è stato condannato a due anni di reclusione nel carcere inglese.

La condanna, motivata “per il bene della comunità“, è stata pronunciata dal giudice della Inner London Crown Court Ian Darling, che ha definito il comprortamento dell’ex produttore di Sky “sinistro e molto preoccupante, frutto di una ossessione compulsiva e duratura che ha letteralmente rovinato la vita della sua vittima, mentalmente terrorizzata per anni”. Agghiacciante la storia raccontata dalla vittima Claire Waxman, ora trentaseienne, terapeuta, sposata e con due figli. A causa del comportamento ossessivo di Elliott, era stata costretta a cambiare casa per ben cinque volte pur di non essere rintracciata dal suo stalker. Fogel le aveva anche causato un aborto e l’aveva fatta ammalare di un disturbo alimentare. Contro di lui nel 2006 era stata emessa un’ordinanza restrittiva secondo la quale non poteva avvicinarsi alla donna, ma Fogel l’aveva infranta per ben due volte. Ed era stato condannato a 16 settimane di carcere. Una volta scontata la sua pena, era tornato a tormentare Claire. A febbraio 2011, una nuova violazione dell’ordine. Recidivo. Nel corso delle indagini è emerso che Fogel aveva cercato il nome di Claire Waxman su Google per ben 40mila volte in un anno. Aveva fatto una mappa su Google Earth della zona in cui viveva la donna con la sua famiglia. Teneva le foto del matrimonio di lei come screensaver nel pc. Aveva inoltre forzato lo sportello dell’auto di lei entrandovi dentro alla ricerca di chissà cosa. Ma non basta. Era ossessionato al punto da pagare per avere delle informazioni sul passato del marito della “sua” Claire. Era andato all’asilo frequentato da uno dei figli della sua vittima spacciandosi per il padre del bambino e aveva posato per una foto come padre del figlio di lei. E poi le centinaia di telefonate nel cuore della notte. Il 16 gennaio scorso, al sesto anniversario del primo ordine restrittivo emesso a carico di Eliott Fogel, la donna ha ricevuto una cartolina anonima dal tono intimidatorio, che secondo la vittima potrebbe esserle stata spedita proprio da Fogel. Ora che l’uomo è stato condannato a due anni di reclusione, per Claire e la sua famiglia potrebbe essere il momento di tirare un sospiro di sollievo.

TALITA FREZZI

D: D: Che cos’è lo stalking?

R: Il reato di stalking è stato inserito, di recente (con decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11), tra i delitti contro la libertà morale, all’art. 612bis c.p. Anche in questo caso si tratta di un reato abituale, in quanto si realizza con la verificazione di continui e ripetuti episodi di molestie e minacce. Le condotte di molestie e minacce devono essere tali da causare nella vittima un perdurante e grave stato d’ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità fisica o per quella di un familiare o persona ad essa legata affettivamente ovvero da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita. Anche in questo caso le condotte criminose non vengono descritte dalla legge, spettando quindi al giudice il compito di qualificarle, considerando anche la loro reiterazione nel tempo, come condotte idonee a produrre gli effetti di cui sopra. I comportamenti minacciosi, rilevanti per la sussistenza di questo delitto, possono individuarsi in espressioni verbali pronunciate in presenza della vittima o dei suoi familiari, l’invio di lettere, sms, messaggi di posta elettronica o di pacchi dal contenuto minaccioso; le molestie, invece, possono realizzarsi attraverso pedinamenti, appostamenti sotto casa della vittima, invio di sms o messaggi di posta elettronica, telefonate mute e quant’altro costituisca un’interferenza ripetuta nel tempo nella sfera di libertà altrui, tale da provocare una fastidiosa intromissione nella vita privata della vittima. L’insieme di questi comportamenti deve provocare nel soggetto degli stati d’animo che alterano la normale conduzione della propria esistenza.

D: Qual’è la pena prevista per il delitto di stalking?

R: La pena prevista per la forma “semplice” del delitto di stalking va da sei mesi a quattro anni di reclusione e subisce un aumento, a discrezione del giudice, se il fatto è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona che sia legata da relazione affettiva alla vittima. 

In questo caso poi ci sarebbero le aggravanti di aver commesso il fatto nei confronti di donna in gravidanza, la pena sarebbe aumentata fino alla metà.

AVV.TOMMASO ROSSI

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