Sport e Diritti, 35 puntata- Musica con ghiaccio: il Jamaica Bob Team

Gli sport invernali: freddo, mancanza di colori, silenzio, natura, compostenza e rigore montano. Poi pensi alla Giamaica. Niente di più lontano. Caldo, colori, musica, divertimento, follia.
Come si legano queste due immagini? Impossibile vero? A volte invece l’impossibile diventa possibile. Questa è una di quelle volte.
Il Jamaica Bobsleight Team è il sogno più colorato, festoso e pazzo che la storia delle Olimpiadi Invernali ricordi.
Calgary 1988, grazie alla passione di un visionario allenatore statunitense, ai blocchi di partenza della gara olimpica di Bob a 4 si affaccia un team giamaicano. Gli spettatori strabuzzano gli occhi, certi che il freddo e magari un punch abbiano creato questa visione onirica.

Tutto ebbe inizio da due statunitensi, George Fitch e William Maloney, che avevano affari e legami familiari con la Giamaica. Videro una gara di “carretti” e pensarono che somigliava al bob, eccetto per il ghiaccio. Poiché la partenza è una parte molto importante della gara e la Giamaica ha così tanti velocisti, pensarono di poter reclutare qualcuno degli atleti delle olimpiadi estive, ma questi non stravedevano per l’idea. Si rivolsero all’esercito e proposero l’idea al Colonnello Ken Barnes.

Ma il tempo era poco, settimane, per reclutare un team.

Prove, allenamenti, scelta dei componenti. Tutto in un fiato. In allegria, gioia, ma anche tanto tanto lavoro. Disciplina militare.

Nacque la leggenda. Anche il cinema si è accorto di loro, Walt Disney ha contribuito a creare questa iconografia mitica con “Cool Runnings, Quattro sottozero”.

I componenti erano: Devon Harris, che era stato tenente nel secondo battaglione dell’esercito giamaicano; Dudley Stokes, ex capitano dell’aeronautica giamaicana; Micheal White, soldato della Riserva Nazionale e Samuel Clayton, ingegnere ferroviario.

Pronti via ai blocchi dell’Olimpiadi di Calgary. Qualche decina di metri e il sogno si cappotta. Succede. Ma l’entusiasmo cresce ogni giorno attorno al Jamaica Bob Team, si sta costruendo un sogno. E come sempre i sogni sono difficili da realizzare.

La Olimpiade successive il riscatto. Albertville 1992. Arrivati al traguardo, non ultimi, riescono a mettere dietro di se quattro equipaggi.

Non sempre il sogno è vincere, a volte basta partecipare, divertirsi e soprattutto fare emozionare la gente. Lillehammer 1994, quattordicesimi, davanti equipaggi americani, francesi, russi e anche un equipaggio italiano.

Tra la fine del 1998 e la metà del 1999, Chris Stokes, Stokes Dudley, e Devon Harris, gli ultimi tre atleti rimasti attivi della prima squadra dell’88 si ritirarono dalle competizioni internazionali. Un’epoca era finita. Soprattutto il ritiro di Dudley Stokes ha creato il vuoto: per dieci anni è stato il volto, la voce, e l’ispirazione della storia del Jamaica Bob Team. Nuovi atleti, nuovo corso. Ma la storia va avanti.
Quello che sembrava impossibile è diventitato possibile. E ora un nuovo traguardo per il Jamaica Bob Team: vincere una medaglia olimpica.

T.R.

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