Sparizione sospetta di 1.500 libri nella biblioteca napoletana dei Girolamini, l’indignazione degli intellettuali

NAPOLI, 18 APRILE 2012- E’ di questi giorni la notizia apparsa sul Corriere della Sera in un articolo a firma di Gian Antonio Stella secondo cui il Prof. Marino Massimo De Caro, direttore della biblioteca napoletana dei Girolamini, avrebbe denunciato il furto di 1.500 rarissimi volumi che sarebbe avvenuto nella stessa dal 1973 al 2009, per un valore totale di 6 milioni di euro. La denuncia arriverebbe dopo varie polemiche sullo stato decadente della biblioteca che sembravano gettare sospetti sulla sua competenza a rivestire il ruolo di Direttore nonché addirittura su una sua possibile implicazione nelle perdite del patrimonio librario.  Da una parte infatti, c’è l’articolo di Tomaso Montanari uscito il 30 Marzo su “il Fatto” che denunciava lo stato di degrado in cui versa uno dei santuari del nostro Patrimonio culturale, “tra pile di libri preziosi incongruamente poggiate sul pavimento, lattine vuote di Coca cola che troneggiano sugli antichi banconi”.
Dall’altra, è partita una vera e propria petizione sul web ( http://www.petizionepubblica.it/?pi=Gerolami ) al Ministro per i beni e le attività culturali, prof. Lorenzo Ornaghi, guidata da alcuni intellettuali napoletani, in cui sono state raccolte firme 500 firme al fine di rivedere l’assegnazione della carica di Direttore a De Caro e di ottenere spiegazioni dal parte del Ministro in merito a questa scelta: “Le chiediamo come sia possibile che la direzione dei Girolamini sia stata affidata dai padri filippini, con l’avallo del Ministero che ne è ultimo responsabile, a un uomo (Marino Massimo De Caro) che non ha i benché minimi titoli scientifici e la benché minima competenza professionale per onorare quel ruolo.”

I fatti rilevanti di questa vicenda sarebbero sostanzialmente tre: in primis, lo stato di degrado in cui versa la biblioteca dei Girolamini,la più antica di Napoli, in cui sono conservati i volumi più importanti della letteratura mondiale. In secondo luogo, la denuncia del furto di libri avvenuta successivamente all’articolo di Montanari che riportava i sospetti del vicinato in merito ad “auto cariche che uscivano, nottetempo, dai cortili della biblioteca”, forse connesse alle gravissime perdite del patrimonio della biblioteca che i padri filippini già lamentavano in questi mesi. Sul punto, la Procura avrebbe aperto l’inchiesta affidata alle indagini del pool coordinato dal Procuratore aggiunto Giovanni Melillo.

In ultimo, l’accumularsi di cariche dirigenziali ed istituzionali in capo a personaggi già noti e già implicati con il mondo politico. Infatti, il Direttore della biblioteca è Mediatore nell’affare del petrolio venezuelano, Console onorario del Congo, assistente del senatore Carlo Corbinelli, Responsabile pubbliche relazioni dell’Inpdap nel Nord-Est,Vicepresidente esecutivo dal 2007 al 2010 di Avelar energia (parchi eolici e solari) del gruppo Renova appartenente all’oligarca russo Victor Vekselberg, socio nella libreria antiquaria Buenos Aires (la «Imago Mundi») di Daniel Guido Pastore e coinvolto in Spagna in una inchiesta su una serie di furti alla Biblioteca Nazionale di Madrid e alla Biblioteca di Saragozza – come viene spiegato nel libro Ferruccio Sansa e Claudio Gatti, “Il Sottobosco“.

Inoltre, il Professore De Carlo rivestirebbe anche il ruolo di “esperto” della normativa in materia di impianti fotovoltaici. Il Ministero, in una sua nota, spiega: Il Dott. Marino Massimo De Caro è stato chiamato a collaborare con il Ministero dal Ministro Giancarlo Galan in data 15 aprile 2011 in qualità di consulente esperto per l’approfondimento delle tematiche relative alle relazioni con il sistema impresa nei settori della cultura, dell’editoria nonché delle tematiche connesse all’attuazione della normativa concernente l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e al loro corretto inserimento nel paesaggio.

A tal proposito sarebbe bene ricordare al Ministro che le nostre Università sfornano migliaia di laureati all’anno con competenze specifiche nella conservazione dei beni culturali e artistici, pronti certamente a svolgere davvero il nobile mestiere dell’archivista per poche centinaia di euro al mese. Nondimeno, esistono indirizzi specifici nel campo della facoltà di ingegneria o specializzazioni legali, che preparano gli studenti, non solo alla conoscenza della normativa, ma allo sviluppo e all’innovazione del settore delle energie rinnovabili, quali il fotovoltaico e l’eolico. Settori, quello della cultura e delle energie rinnovabili, già affossati da normative incoerenti ed imprevedibili. Tuttavia, è piuttosto evidente che dare il timone in mano a gente competente e giovane ancora spaventa terribilmente questo paese.

CLARISSA MARACCI

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