Sorpresa! A Pasqua la guerra dei coniglietti la vince Gold-Bunny

MILANO, 8 APRILE ’12 – Nel giorno di Pasqua la sorpresa per l’azienda viennese Hauswirth è amara: dovrà rinunciare a produrre i tradizionali coniglietti di cioccolato pasquali, perché quella sagoma col collarino è troppo simile al più famoso “Gold Bunny” del colosso svizzero Lindt&Spruengli. Nella giornata deputata per eccellenza alla dolcezza, la festa dei coniglietti di cioccolato incorona il piccolo, dolcissimo “Gold Bunny” con il suo inconfondibile collarino rosso e il campanellino che lo impreziosisce quale dolce da tutelare contro un prodotto simile messo in commercio per oltre mezzo secolo da un’industria dolciaria concorrente. Lo ha deciso nei giorni scorsi, proprio a ridosso della corsa al dolcetto pasquale, un giudice al tavolo del quale era arrivato il braccio di ferro per la tutela del coniglietto tra la Lindt&Spruengli e la Hauswirth. Secondo quanto riportato nella sentenza, i graziosi coniglietti dell’austriaca Hauswirth hanno sembianze troppo simili a “Gold Bunny”: sono accovacciati, ricoperti di carta dorata e decorati con un bel nastro al collo. Oltretutto, il marchio di fabbrica identificativo del prodotto è sotto alle zampette quindi non visibile a meno che non si rovesci il coniglietto a testa in giù. Quasi fratellini questi coniglietti! La Lindt aveva ritenuto una somiglianza “sospetta” al punto da rivolgersi al tribunale lamentando l’eccessiva somiglianza del concorrente austriaco, che porta la firma della Konditor Hauswirth, storica azienda dolciaria fondata nel 1949 nel centro di Vienna da Franz Hauswirth senior. Il giudice ha dato ragione agli svizzeri e rilevato come in effetti, il consumatore frettoloso potrebbe incappare nella confusione. Una decisione che non è piaciuta ai cioccolatieri austriaci, che incassano un colpo da 56mila euro in spese legali e che puntano il dito contro il potere e il peso specifico del marchio Lindt che, a loro dire, avrebbe avuto un ruolo sull’esito della vicenda. I responsabili della Hauswirth hanno fatto sapere, rammaricati per la sentenza, che non c’è stato alcun plagio, anzi è una tradizione che i coniglietti pasquali (così come le uova e altri dolci tipici) siano ricoperti di carta dorata e che, una volta deciso di rappresentarli seduti, una vaga somiglianza sia possibile perché le sagome di animali alla fine non possono poi essere tanto diverse le une dalle altre. Ma il giudice è stato irremovibile: e alla Hauswirth toccherà trovare una soluzione che eviti di cancellare per sempre la produzione dell’animaletto. Con tutta probabilità verrà studiato un packaging un po’ diverso, con il marchio dell’azienda bene in evidenza sul fianco (come è già nel caso del “Gold bunny” della Lindt), mentre ora si trova nella parte bassa corrispondente alla pianta delle zampe e non si vede. In attesa di scoprire come l’azienda austriaca correrà ai ripari per non incorrere in una maxi richiesta di indennizzo dalla Lindt, sul sito web della Hauswirth la sconfitta, proprio oggi, ha la forma di una sagoma nera in mezzo a uova e dolcetti tipici: “vietato dalla Lindt”.

TALITA FREZZI

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