Siria: già 450 i morti in tutto il Paese, Assad rilancia l’offensiva contro i rivoluzionari

DAMASCO, 27 AGOSTO ’12 – Particolari orribili vengono riportati dalla stampa nazionale su quanto sta accadendo in Siria, dove il presidente Bashar al Assad avrebbe annunciato di essere disposto ad utilizzare “qualsiasi mezzo” pur di sconfiggere gli oppositori. Le esecuzioni verrebbero portate avanti casa per casa, tanto che in alcuni villaggi si parla di un massacro vero e proprio. Secondo le fonti vicine ai ribelli sarebbero 320 i morti solo a Daraya, a 30 chilometri dalla capitale, mentre il Congresso nazionale siriano fa sapere che sabato è stata la giornata più sanguinosa da 18 mesi a questa parte con 450 vittime in tutto il Paese. Anche su Youtube circolano dei video che immortalano la strage: uomini appartenenti ai ribelli ma anche bambini e neonati, quelli che la tv di Stato chiama “terroristi stranieri infiltrati” specificando di aver “ripulito Daraya”. Il tutto contornato da immagini di lealisti al regime che stringono le mani ai militari ringraziandoli di aver eliminato il nemico e dalle parole di Assad che fa sapere di voler “sconfiggere i nemici a qualsiasi prezzo”. Almeno 300mila sarebbero i profughi che stanno raggiungendo la vicina Turchia.

ELEONORA DOTTORI

D: Quando si parla di crimini contro l’umanità? In questi casi a chi spetta celebrare il processo?

R: Questo genere di barbarie rientra nel concetto di “crimini contro l’umanità” con cui ci si riferisce (in particolare è la giurisprudenza a definirli) ad azioni criminali che riguardano violenze ed abusi contro popoli o parte di popoli o che comunque siano percepite, per la loro capacità di suscitare generale riprovazione, come perpetrate in danno dell’intera umanità.. Il concetto è spesso ma non sempre diversificato dai c.d. “crimini di guerra” intesi quali violazioni da parte di una o più persone, militari o civili, punibili, a norma delle leggi e dei trattati internazionali e relative al diritto bellico.A livello internazionale esiste poi un organo, la Corte penale internazionale (CPI), che  ha giurisdizione sovranazionale e che può processare soggetti responsabili di crimini di guerra, genocidio, crimini contro l’umanità, gravi violazioni delle Convenzioni di Ginevra, commessi sul territorio e/o da parte di uno o più residenti di uno Stato parte, nel caso in cui lo stato in questione non proceda in base alla giurisdizione nazionale.
Non è da confondere con la Corte Internazionale di Giustizia anch’ essa con sede all’Aja. Uno Stato non parte non è tenuto a estradare propri cittadini che abbiano commesso tali crimini in un paese parte e attualmente non esistono strumenti di coercizione internazionali per spingere gli Stati non parte ad aderire alle richieste della Corte Internazionale.

AVV.VALENTINA COPPARONI

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