Silvio e Piersilvio Berlusconi rinviati a giudizio a Roma nell’inchiesta Mediatrade.

ROMA,17 FEBBRAIO ’12 – La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, per il figlio Piersilvio e per altre dieci persone, con l’accusa di evasione fiscale e violazione delle norme tributarie.
Si tratta della costola romana dell’inchiesta Mediatrade, legata a presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi, di cui la magistratura capitolina si sta occupando per competenza territoriale visto che la società Rti, una di quelle coinvolte, nel periodo in esame (tra il 2003 e il 2004) aveva sede legale a Roma. Nell’omonima inchiesta milanese l’ex premier era stato
prosciolto (leggi l’articolo di F&D), ma la Procura ha presentato ricorso in Cassazione. L’ipotesi accusatoria è che Mediatrade-Rti, società televisive del gruppo Mediaset-Fininvest facente capo a Silvio Berlusconi, avrebbero comprato i diritti di ritrasmissione dei film delle dalle società di produzione americane, non direttamente (ad un costo ovviamente più basso), ma ad un prezzo maggiore dalla Wiltshire del produttore tv Frank Argama (anche lui rinviato a giudizio), che a sua volta li acquistava direttamente dalle majors americane. La Procura ipotizza che Frank Argama altro non fosse che un socio occulto di Berlusconi, e che la differenza di prezzo tra quanto pagato dalla Wiltshire e l’esborso del gruppo Mediaset, fosse confluito all’interno di conti correnti in paradisi fiscali, per una presunta frode di circa dieci milioni di euro.Sulla questione però incombe il rischio della prescrizione: per le dichiarazioni contabili del 2004 il termine è aprile 2012, mentre per quelle del 2005 c’è un anno di tempo. La prossima udienza è fissata per il 28 febbraio.

ELEONORA DOTTORI

D: In cosa consiste il reato di violazione delle norme tributarie?

R: Si possono ipotizzare ipotesi di reati tributari come previsti dal D.lgs. 74/2000 e successive modifiche il quale disciplina diversi reati tra i quali omessa dichiarazione, dichiarazione infedele, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici,  omesso versamento di IVA, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.
Ricordiamo che
la manovra fiscale dell’agosto scorso (decreto legge n.138/2011, convertito in Legge n.148/2011) ha apportato importanti modifiche alla disciplina dei reati tributari più frequentemente contestati, in particolare prevedendo un abbassamento delle soglie di punibilità delle fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (art.3 D.Lgs. n.74/2000), dichiarazione infedele (art.4 D.Lgs. n.74/2000); omessa dichiarazione (art.5 D.Lgs. n.74/2000). Nel processo milanese, invece, si faceva riferimento all’art. 3 della legge citata, cioè l’evasione fiscale, che  prevede che sia punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, sulla base di una falsa rappresentazione nelle scritture contabili obbligatorie e avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l’accertamento, indica in una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte elementi attivi per un ammontare inferiore a quello effettivo od elementi passivi fittizi, quando, l’imposta evasa è superiore ad una determinata soglia.

D: E’ possibile per l’imputato rinunciare alla prescrizione?

R: L’imputato può sempre rinunciare alla prescrizione e chiedere di essere giudicato nel merito dei fatti anche laddove gli stessi sarebbero estinti per intervenuta prescrizione e la valutazione del Tribunale si fermerebbe senza scendere nel merito.

AVV. TOMMASO ROSSI

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