Sigarette elettroniche e possibili danni al DNA

NUOVI STUDI NE RISALTANO LA PERICOLOSITA’ NEL LUNGO PERIODO

del dottor Giorgio Rossi (oncologo)

imagesUn nuovo studio aggiunge ulteriori dati sulle sigarette elettroniche, un ausilio ancora troppo poco indagato nel lungo periodo.

Un gruppo di ricercatori della New York University School of Medicine guidato da Moon-shong Tang, professore di Medicina ambientale ha condotto lo studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS ( Proceedings of the National Accademy of Sciences) segnalando che il fumo di sigaretta elettronica avrebbe un “potenziale”effetto dannoso sul DNA.

La ricerca è stata condotta su topi di laboratorio: un gruppo di essi è stato messo a contatto con il vapore delle e-cig, un altro con aria filtrata.

Le sigarette elettroniche usate erano quelle del modello più diffuso, cioè contenente nicotina in forma liquida che durante la “svapatura” viene erogata sotto forma di aerosol.

Nei topi sottoposti al vapore si è riscontrata la presenza di nicotina e di un suo derivato sottoposto a nitrosazione : il nitrossido di chetone (NNK).

Queste sostanze sono state ritrovate a livello polmonare, vescicale e cardiaco, ove attraverso la loro metabolizzazione, hanno provocato danni al DNA cellulare e inibito il DNA-repair, un processo di riparazione delle mutazioni spontanee in continua attività.

Nessuna alterazione di questo tipo è stata riscontrata nel gruppo di topi sottoposti ad aria filtrata.

Inoltre i ricercatori hanno effettuato lo stesso test su culture in vitro di tessuti provenienti da polmone e vescica umani.

Anche in questo caso sono state evidenziate le stesse alterazioni a livello del DNA e del DNA-repair.

Pertanto i tessuti con più mutazioni sono maggiormente suscettibili a danni ed in particolare a trasformazioni cancerogene; nel caso specifico malattie cardiovascolari e cancro al polmone e alla vescica.

Precedenti ricerche avevano evidenziato che i liquidi usati nelle e-cig, riscaldati dalla corrente elettrica per sviluppare vapore, possono produrre sostanze chimiche dannose.

I ricercatori della New York University hanno trovato che il solvente da solo non produce danni al DNA , mentre la nicotina con solvente ha procurato lo stesso danno della nicotina da sola.

Roy Herbest capo della Oncologia Medica dello Yale Cancer Center e presidente della Commissione per la ricerca sul tabacco dell’Associazione Americana sulla Ricerca sul Cancro, ha affermato che “ e’ la prima volta che si evidenzia che la nicotina è cancerogena per sé “.

Infatti, finora, la nicotina è sempre stata considerata la responsabile della dipendenza dal fumo di sigarette tradizionali, ma priva di effetti cancerogeni, prerogativa, invece, dei derivati della combustione del tabacco.

Non mancano voci contrarie : innanzi tutto alcuni scienziati fanno notare che non sempre i risultati ottenuti in modelli da laboratorio ( nel caso specifico, topi e cellule coltivate in vitro) sono riproducibili nell’uomo.

E poi troppo breve è il tempo in cui è in uso la sigarette elettronica per evidenziare danni sui consumatori.

Si può forse affermare che la e-cig non è, come viene presentata, proprio a rischio zero, ma, anche se molto minore rispetto alle sigarette tradizionali, una quota di rischio potrebbe continuare ad averlo.

E’ un progresso interessante delle conoscenze che andrà confermato su più ampie casistiche .

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