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Giovanni Falcone “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”

Malcom X “Nessuno vi può dare la libertà, nessuno vi può dare l’uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela”

Si toglie il velo per il caldo, 20enne incinta picchiata in strada dal marito

Posted by on ago 19th, 2012 and filed under Italia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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AGRIGENTO, 19 AGOSTO ’12 – Un altro caso di violenza su una donna che osa mettere in discussione i dogmi della religione mussulmana e paga questa voglia di normalità occidentale a caro prezzo. E’ successo a Porto Empedocle, Agrigento, in strada. Lei, vent’anni e incinta, natoiva di Porto Empedocle ma residente a Torino, si è tolta il velo per il gran caldo e il marito, 19 anni egiziano, l’ha picchiata selvaggiamente in strada, in via Francesco Crispi. La coppia era tornata al paese natio per trascorrere le vacanze estive, come ogni anno. Stavolta, avrebbero dovuto esserci più attenzioni per lei, giovanissima e in dolce attesa. Invece, quando ha tolto il velo che le copriva il viso, sopraffatta dal peso della gravidanza e dal gran caldo, il marito è andato su tutte le furie e le si è scagliato contro, picchiandola con calci e pugni. Il pestaggio è avvenuto sul lungomare di via Crispi. Sotto gli occhi inorriditi dei presenti, la giovane era stata lasciata a terra, coperta di lividi e priva di sensi. Quando alcuni passanti sono intervenuti a soccorrerla, hanno rischiato che il marito furibondo si scagliasse anche contro di loro. Immediato l’allarme al 113. L’egiziano è stato fermato dopo un breve tentativo di fuga. Gli agenti lo hanno denunciato a piede libero. La ragazza invece è stata trasportata in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dov’è tutt’ora ricoverata e dove comunque, fortunatamente, non corre rischi per la gravidanza.
TALITA FREZZI

D: Per cosa sarà denunciato l’egiziano?
R:
L’uomo potrebbe essere denunciato all’autorità giudiziaria per il reato di lesioni personali aggravate, che punisce chi cagiona a qualcuno una lesione dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente ed è punito nel nostro ordinamento con la pena della reclusione da 3 mesi a 3 anni, però qualora si tratti di lesioni gravi la pena è aumentata (reclusione da 3 a 7 anni) cosi come se le lesioni sono gravissime (reclusione da 6 a 12 anni) (art. 583 c.p.). In questo caso, l’aggravante è che sia stata commessa su un familiare, la moglie, oltretutto incinta.
AVV.TOMMASO ROSSI

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