Si invaghisce della vicina di casa, jesino arrestato per stalking

JESI, 27 MAGGIO ’13 – Perseguitava la vicina di casa con pedinamenti, scritte ingiuriose sui muri di fronte all’abitazione di lei, telefonate nel cuore della notte e dispetti come staccare la corrente elettrica o i contatori dell’acqua per costringerla ad uscire e ripristinarli. Uno jesino di 53 anni, G.A., disoccupato e pregiudicato, dal novembre scorso perseguitava una sua vicina di casa, una donna di 41 anni, nubile, “colpevole” di respingere le sue attenzioni. La donna, che vive da sola, aveva sporto denuncia ai carabinieri di Jesi nel mese di aprile, esausta e spaventata dalle minacce dell’uomo. Di recente aveva persino trovato un riccio sgozzato fuori dal suo terrazzo, gesto non riconducibile al G.A. per mancanza di prove. Sabato pomeriggio lo stalker jesino è stato arrestato dai carabinieri, guidati dal Luogotenente Fiorello Rossi, che dopo una serie di appostamenti e indagini sono riusciti ad individuare l’autore delle molestie. L’uomo si trova rinchiuso in un istituto di cura psichiatrico.

E.D.

D: Che cosa si intende per “stalking”? E’ previsto l’arresto?

R: Il reato di atti persecutori (c.d. stalking) è stato inserito con decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11, tra i delitti contro la libertà morale, all’art. 612bis c.p. Si tratta di un reato per il quale il codice prevede l’arresto facoltativo  e la possibilità di applicare anche misure cautelari personali ed è anche un reato abituale in quanto si realizza con la verificazione di continui e ripetuti episodi di molestie e minacce. Le condotte di molestie e minacce devono essere tali da causare nella vittima un perdurante e grave stato d’ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità fisica o per quella di un familiare o persona ad essa legata affettivamente ovvero da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita. La pena, nelle ipotesi non aggravate, è della reclusione da 6 mesi a 4 anni. La pena subisce, poi, un aumento fino alla metà se il fatto viene commesso nei confronti di persone “deboli”, quali minori, donne in stato di gravidanza o disabili.

Per il reato di stalking esiste una cautela “preventiva” (cioè quella adottabile prima di presentare querela contro il proprio stalker), che consiste nell’avanzare al Questore richiesta di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta, esponendo i fatti all’autorità di pubblica sicurezza. L’ammonimento consiste in un avvertimento verbale con il quale il Questore invita il soggetto ammonito a mantenere una condotta conforme alla legge: se, nonostante l’ammonimento, il soggetto ammonito persevera nella sua condotta offensiva, il delitto in argomento diventa perseguibile d’ufficio e la pena è aumentata. Il  decreto legge 11/2009 ha introdotto anche una nuova misura cautelare coercitiva applicabile ove sia già iniziato un procedimento penale nei confronti dello stalker, ovvero quando l’autorità giudiziaria ha già provveduto ad iscrivere il reato nel registro delle notizie di reato. Si tratta del Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa,previsto dall’art. 282ter c.p.p. In base a questa norma, il giudice può vietare all’imputato di avvicinarsi a luoghi determinati frequentati dalla persona offesa e/o dai suoi familiari nonchè di mantenere dalla stessa una certa distanza spaziale, e può vietare all’imputato qualsiasi forma di comunicazione, con qualsiasi mezzo con la persona offesa o suoi familiari.

AVV. VALENTINA COPPARONI

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