Si getta dal terzo piano della Comunità con la figlia di 3 anni, mamma suicida

TORINO, 16 FEBBRAIO ’12 – Choc a Torino, dove una giovane mamma si è lanciata dal terzo piano della struttura d’accoglienza Opera Pia Vinetti, con in braccio la figlia di soli tre anni. Alessandra Guzzo, questo il nome della donna, ha deciso di togliersi la vita e di portare con sé la cosa più preziosa per lei, la sua bambina.  La giovane mamma di 33 anni, era ospite della struttura per persone in difficoltà Opera Pia Vinetti di strada San Vincenzo dal gennaio dello scorso anno. Con lei, su disposizione del Tribunale dei Minori, c’era la figliola di tre anni. Da quanto è stato possibile apprendere, sembra che mamma e figlia non vivessero con il compagno e padre della piccola perché la famiglia non aveva ancora una sistemazione. Alessandra Guzzo voleva andarsene dalla comunità, voleva lasciare l’Opera Pia. Avrebbe anche manifestato, secondo quanto riferito dai legali della famiglia, segnali di insofferenza psicologica nei giorni scorsi. Questa mattina, il tragico epilogo. La donna si è lanciata nel vuoto, gettandosi dalla finestra al terzo piano della struttura. Ha stretto la piccola tra le braccia e dopo un volo di alcuni metri è atterrata rovinosamente su un seminterrato. Mamma e figlia sono morte sul colpo. Ogni tentativo di soccorso da parte dei sanitari del 118 si è rivelato inutile. Sul posto, i carabinieri coordinati nell’indagine dal sostituto procuratore Sara Panelli della Procura di Torino. E’ stato aperto un fascicolo sulla drammatica storia di Alessandra e di sua figlia.
Il giudice del Tribunale dei minori di Torino aveva disposto la separazione della piccola dai due fratelli maggiori – un maschio di 14 anni e una femmina di 15, ormai adolescenti – che la 33enne aveva avuto con un altro uomo e che sono alloggiati in un’altra comunità. Alessandra Guzzo avrebbe tanto voluto superare i suoi problemi e riunire la famiglia sotto allo stesso tetto. Ma è stata sopraffatta prima dalla disperazione, che l’ha spinta al tragico gesto.

Del gravissimo episodio sono stati tenuti all’oscuro gli altri ospiti della comunità, per evitare choc e possibili gesti di emulazione, trattandosi di soggetti in particolare condizione di fragilità.

TALITA FREZZI

D: Per cosa potrebbe indagare la Procura di Torino?

R: Posto che per l’omicidio della piccola la madre non potrà essere indagata in quanto si è uccisa anche lei, si potrebbe forse aprire un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio o, se la donna non era in grado di badare a sé stessa, per omicidio colposo da parte dei medici per omessa custodia.

D: Quando un paziente psichiatrico si toglie la vita in una struttura d’accoglienza, i medici che lo avevano in cura possono avere qualche responsabilità penale?

R: Come detto sopra, sì, nel caso in cui la donna avesse una patologia tale da far sorgere in capo a loro un obbligo di custodia.

AVV.TOMMASO ROSSI

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