Shibari fatale,chiusa l’inchiesta. Il pm: ‘Soter Mulè rinviato a giudizio per omicidio’


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ROMA, 23 MARZO ’12 – Dopo mesi di indagini, accertamenti, riscontri, l’inchiesta sullo “shibari fatale” – il gioco erotico in cui perse la vita, soffocata, la studentessa universitaria Paola Caputo (23enne di Lecce) nella notte tra il 9 e il 10 luglio 2011 – è stata chiusa. La Procura ha raccolto tutti gli elementi necessari. E con la conclusione delle indagini si avvicina la data del processo per Soter Mulè, ingegnere romano, amico della vittima e organizzatore di quel rendez-vous a tre (nel gioco era coinvolta un’amica di Paola Caputo, Federica F. rimasta ferita) nel garage di un palazzo affittato dall’Agenzia delle Entrate e dall’Enav in via di Settebagni, in cui le corde del piacere strozzarono una delle ragazze coinvolte. Un gioco erotico finito in tragedia e per il quale, adesso, Soter Mulè dovrà rispondere delle accuse di omicidio preterintenzionale (per la morte di Paola Capuo) e di lesioni dolose gravi (accusa, questa, contestata per aver ridotto in coma l’altra ragazza). E’ quanto chiedono il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Maria Letizia Golfieri.
La richiesta dei pm di rinviare Mulè a giudizio per omicidio preterintenzionale e lesioni dolose gravi non tiene conto di quanto scritto nella sentenza pronunciata dal gip e poi dal Tribunale del Riesame, secondo i quali la morte della studentessa andava qualificata come ‘omicidio colposo’. Questo reato, contestato a Soter Mulè, doveva tener conto del fatto che le due ragazze – sia la vittima che l’altra rimasta ferita – erano maggiorenni e consenzienti a sottoporsi a quella rischiosa pratica erotica. Sapevano insomma, che l’ingegnere le avrebbe legate anche attorno al collo e che sarebbero state sospese in una sorta di bilancia umana in cui le corde, stringendo, avrebbero dovuto provocare loro una sorta di stato di eccitazione. E lui, Soter Mulè, il legatore, avrebbe dovuto – secondo la pratica dello shibari giapponese – trarre piacere a sua volta dalla visione di quelle due giovani donne legate strette e dai movimenti di precario equilibrio dell’una e dell’altra. La pubblica accusa invece ritiene che l’ambito in cui sarebbe avvenuto il gioco a tre sia stato in qualche modo “illecito”, altrimenti non sarebbe stato necessario chiedere il consenso delle ragazze e non sarebbero stati necessari strumenti per eventualmente soccorrere le partecipanti, come quel coltello che invece l’ingegnere non aveva con sé. Il gip Marco Mancinetti ritiene che Soter Mulè abbia “sbagliato perché non ha tenuto accanto a sé il coltello, come invece la pratica del bondage suggerisce. E il gioco non prevedeva alcun effetto di sollevamento mediante la corda al collo delle due ragazze”.
Ora la difesa di Soter Mulè ha venti giorni di tempo per presentare in Procura memorie difensive, atti, documenti o chiedere un altro interrogatorio. Intanto, colto dal rimorso per non essere riuscito a impedire la morte di una delle sue amiche, Soter Mulè avrebbe cambiato vita. Ha perso il lavoro, ha smesso col sesso estremo. E nel frattempo, in questi lunghi mesi di indagini, non si è mai dichiarato responsabile. Stando alle sue dichiarazioni, non avrebbe mai voluto fare del male alle ragazze, anzi avrebbe tentato di salvare Paola, cercando un coltello prima nella borsa di Federica poi nella sua auto, ma ogni tentativo si è rivelato tardivo e inutile.

TALITA FREZZI

D: In che consistono le accuse di omicidio preterintenzionale e lesioni dolose gravi?

R: Il codice penale italiano, all’art. 584, disciplina la figura dell’omicidio preterintenzionale, letteralmente “oltre l’intenzione”. Viene punito con la reclusione da dieci a 18 anni (quindi molto inferiore rispetto all’omicidio volontario dove la reclusione non può essere inferiore ad anni ventuno) chi, con atti diretti a compiere i reati di percosse o di lesioni volontarie, provoca la morte di una persona. In sostanza, si voleva picchiare qualcuno e andando oltre il risultato voluto se ne provoca la morte. Nell’omicidio volontario, invece, si vuole uccidere la persona ovvero ci si rappresenta il rischio che ciò accada (dolo eventuale). In questo caso l’imputazione per omicidio preterintenzionale parte dal presupposto che nell’intenzione iniziale del gioco vi fosse almeno l’intenzione di provocarsi delle lesioni da soffocamento.

D: In che consiste l’accusa di omicidio colposo?

R: L’omicidio colposo, invece, descrive l’ipotesi in cui non si voleva alcun evento e la morte è stata cagionata per imprudenza, negligenza o imperizia da parte dell’agente.

D: Che cosa sono le memorie difensive?

R: Sono atti in cui le parti possono esporre le proprie difese o quanto utile a scopo difensivo.

AVV.TOMMASO ROSSI

 

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