Shanghai, seimila maiali morti gettati nel fiume

SHANGHAI, 14 MARZO ’13 – Potrebbe essere stato un virus a provocare la morte di almeno 6mila maiali a Shanghai, le cui carcasse sono state abbandonate nelle acque del fiume Huangpu. Lo Shanghai Daily conta 5916 carcasse ma la conta potrebbe salire ancora. Secondo la stampa locale i maiali provengono dalla città di Jiaxing dove nel solo mese di gennaio sono morti oltre 10mila maiali, più di 8mila a febbraio. Gli allevatori, ignari delle conseguenze in termini di tutela ambientali, avrebbero gettato nel fiume le carcasse perché considerate di cattivo auspicio. La commissione per l’allevamento e veterinaria sta collaborando con il governo di Shanghai per capire le cause della morte degli animali, secondo le prime analisi avevano il circovirus porcino, un virus piuttosto comune che non è contagioso per gli uomini. Le autorità locali stanno offrendo denaro a quegli allevatori che consegnano al governo i maiali morti e ne garantiscono il corretto smaltimento. L’allarme rimane elevato, c’è chi online ha seminato il panico sostenendo che qualche commerciante senza scrupoli avrebbe recuperato le carcasse nel fiume e le avrebbe vendute sul mercato locale. Le autorità rassicurano che in negozi e supermercati sono stati intensificati i controlli della carne suina. Intanto però, già 46 persone sono state condannate per aver venduto carne di maiale infetta. Carne che proviene dalla provincia dello Zheijiang, nei pressi di Shanghai, da dove provengono le carcasse abbandonate nel fiume. La condanna più grave a Zhang Xingbing, considerato la mente dell’attività criminale: avrebbe acquistato e preparato dal 2010 al 2012 carne infetta per poi venderla sul mercato.

ELEONORA DOTTORI

D: Quali reati ravvisabili nel nostro ordinamento?

R: Si potrebbero ravvisare diverse violazioni sotto diversi profili.
Sicuramente una serie di violazioni in materia ambientale che nel nostro ordinamento sono disciplinate in maniera dettagliata dal d.lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente).
La vendita di carcasse recuperate potrebbe configurare poi il reato di commercio di sostanze adulterate o contraffatte pericolose per la salute pubblica, reato che viene punito con la reclusione da 3 a 10 anni. Il presupposto è comunque la dimostrazione del reale pericolo per la salute pubblica perchè non è detto che ogni prodotto alimentare guasto possa essere anche di per ciò solo pericoloso per la salute della popolazione.
Inoltre potrebbe inoltre configurarsi il reato di frode in commercio punisce con la reclusione fino a 2 anni o con la multa fino a 2000 euro chi, nell’esercizio di una attività commerciale consegna all’acquirente un prodotto diverso da quello dichiarato. Il reato di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine invece punisce con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa fino a mille euro chi mette in commercio o in vendita sostanze non genuine spacciandole per genuine.
Il nostro ordinamento  prevede poi per le c.d. frodi alimentari un sistema di disciplina e di sanzioni articolato in diversi livelli, da quello del codice penale a quello delle leggi specifiche in tema di disciplina igienica, produzione, vendita  e conservazione di sostanze alimentari e bevande (ad es. legge 283/1962).

AVV.VALENTINA COPPARONI

 

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