Settimana mondiale dell’immunizzazione

OCCASIONE PER RIBADIRE L’IMPORTANZA DI VACCINARE

del dottor Giorgio Rossi

Dal 24 al 30 aprile si è svolta la Settimana Mondiale dell’Immunizzazione promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)  per ribadire che la Vaccinazione di routine è uno degli elementi fondamentali di un sistema sanitario solido, arma efficace per sconfiggere le malattie infettive su scala planetaria, offrendo al bambino la possibilità di una vita sana. 

L’iniziativa si inserisce all’interno del Piano d’Azione Globale per i Vaccini (Global Vaccine Action Plan, Gvap). Adottato da 194 stati membri dell’assemblea dell’OMS nel maggio 2012, il piano d’azione ha l’obiettivo di prevenire milioni di morti per malattie prevenibili garantendo un accesso più equo ai vaccini.
Lo scopo è che tutti i paesi raggiungano una copertura vaccinale di almeno il 90% a livello nazionale entro il 2020.
Ancora oggi nel mondo, sono 19,4 milioni i bambini non vaccinati o che non hanno completato le vaccinazioni. Circa il 60% di questi bambini vivono in 10 paesi: Angola, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Iraq, Nigeria, Pakistan, Filippine Ucraina.
Tra il 2010 e il 2015 i vaccini hanno evitato almeno 10 milioni di morti e protetto molti milioni di persone dalla malattia. Si stima che l’immunizzazione attualmente eviti tra i 2 e i 3 milioni di decessi ogni anno dovuti principalmente a difterite, tetano, pertosse e morbillo. Un altro milione e mezzo potrebbero essere evitati se la copertura vaccinale globale migliorasse. 
Ma non basta. Ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiono ancora a causa di malattie che potrebbero essere prevenute con i vaccini. I progressi sono troppo lenti: dal 2010 ad oggi l’aumento della copertura globale è stata appena dell’1% e tutti gli obiettivi prefissati per eradicare le malattie prevenibili ( tra cui morbillo, rosolia, tetano) son in ritardo nella tabella di marcia. 
In occasione della Settimana  Mondiale  dell’Immunizzazione numerose sono le campagne informative anche nel nostro Paese che saranno volte soprattutto alla sensibilizzazione verso quello che ormai viene chiamato dalle autorità sanitarie “il caso Italia” : il morbillo.  
Un allarme giustificato dai numeri: in Italia nell’ultimo anno si sono registrati 1.387 ( 22% del totale in Europa) casi si morbillo. Dopo la Romania, al primo posto con 2.702 infezioni, siamo il Paese europeo più contagiato. Basta guardarsi intorno per capire quanto sia grave la situazione: 365 casi in Germania, 145 in Polonia, 126 in Francia, 105 in Svizzera, 92 in Belgio, 89 in Austria, solo per citare quelli con le maggiori incidenze.
L’OMS ricorda che il morbillo è una delle principali cause  di morte nei bambini piccoli. Nel 2015 ha ucciso oltre 134 mila persone a livello globale.
Questo per rispondere a quei genitori, purtroppo sempre più numerosi in Italia e non solo, che sostengono che “di morbillo non è mai morto nessuno” e rifiutano di vaccinare i propri figli. 
Grazie al vaccino, sicuro ed efficace, le morti per morbillo nel mondo cono crollate del 79% dal 2000 al 2015, si calcola che siano stati evitati 20,3 milioni di decessi, il che fa del vaccino contro il morbillo uno dei “dei migliori acquisti nella sanità”.
Tra infermiere che fingono di vaccinare i bambini, medici radiati dall’Ordine perché si dichiarano contro i vaccini e blasonate trasmissioni giornalistiche che mettono in dubbio la sicurezza dei 

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